AN DIE FREUDE

L 18:40 – Domani mattina appena esco farai colazione con calma. Senza fretta o altro.
Spremuta di arance, mezzo avocado, un uovo e un pezzetto di cioccolato fondente.
Dopo di che verifica se è il caso di rasarti e darti una ripulita. Non farti la doccia ma lavati intimamente bene.
Prendi dalla cameretta la sedia bassa. Come torno dovrai essere seduta, spalle alla porta di ingresso, in mezzo al soggiorno. Gli avvolgibili devono essere entrambi abbassati, ma non del tutto. Indosserai il “tuo” reggiseno e quando entro voglio gli occhi chiusi.
Particolare importante: come sottofondo ci dovrà essere la sinfonia che hai scelto stamattina. A volume non altissimo ma sostenuto. Il resto lo sistemo io. Mi raccomando… nessuna parola e occhi chiusi.

L 07:10 – Dimenticavo… Metti il plug, quello nuovo a gioiello, libera il tavolo dalla tovaglia e lascia il latte fuori dal frigo…

Sono le 7:15. Sa che rientrerà poco prima delle nove. Ha il tempo di fare tutto con calma ma allo stesso tempo sente di non averne abbastanza per essere pronta come vorrebbe.
Rimane qualche minuto sul divano, senza fare niente, girnozola su Tumblr come ogni mattina. Poi via, uno scatto di reni e si alza per fare colazione. – Mannaggia, la spremuta! Ci metterò un secolo a farla! – Pensa aprendo il frigo per prendere l’avocado. Ed eccola là, già pronta. Un sorriso ebete le si stampa sulla faccia, quanto è bello ricevere tutte queste attenzioni, sembrano piccole e insignificanti, ma non lo sono affatto!
Fa colazione con la spremuta, l’avocado e l’uovo. Chiude gli avvolgibili del salone.
Va in bagno per sistemarsi. Si lava con attenzione e si rasa completamente. – Cazzo! il cioccolato fondente! – Corre in cucina e butta giù un pezzeto di cioccolato, come richiesto. È presto. – Ho il tempo di inviare quell’audio al nuovo Dom, avrei ancora tutta la giornata per farlo… ma quale momento migliore di ora, può servirmi anche per scaldarmi un po’ –
Sono le 8:20. Si posiziona sul letto, il portatile su youporn, la sua ricerca preferita ANAL GANGBANG trova un video simpatico, tre uomini su un divano, guardano una partita di calcio, va avanti fino al punto dove arriva la ragazza. Ancora più avanti fino al punto dove tutti e tre le sono addosso con i loro cazzi. Sente subito l’eccitazione salire. Continua a guardare quello splendido corpo femminile usato da quegli uomini e dai loro bellissimi cazzi. Il piacere le entra prepotentemente dagli occhi, vuole solo ammirare le scene. Si tocca e si penetra veloce con le dita. Registra i primi audio e viene. In tempo per leggere la sorpresa del Dom
“Bellissimo… Tesoro che sorpresa, non pensavo avresti trovato tempo per me questa mattina…”
Gli manda qualche foto saliente del video. Continua a toccarsi, ha la figa umida e calda. Lui le manda un audio: “Io non credo che tu sia una che si ferma al primo…”
Il video continua ad andare. La sua voce nelle orecchie. Le immagini nei suoi occhi. Sente l’urgenza di toccarsi più forte e geme. Registra un altro audio, di preparazione. Continua a penetrarsi con le dita, a fondo e veloce, sente arrivare un altro orgasmo e registra. Si lascia andare sul letto sfinita ma piena di energia. – è stata un’ottima idea iniziare così! –
Guarda l’orario, le 8:50. È tardissimo!! Infila il plug gioiello. Si infila il suo reggiseno, quello che lui le aveva sistemato con dei buchi all’altezza dei capezzoli.
Corre in soggiorno e sistema al centro la seggiolina, toglie la tovaglia dal tavolo, avvia la Nona di Beethoven, si siede. – Tutto pronto, devo solo aspettare. Tutto pronto… tutto pronto? Oh no! Il latte! – Si alza di scatto, apre velocemente il frigo e mette il latte sul tavolo. Si risiede veloce, il cuore le batte fortissimo nel petto. Nelle orecchie l’ouverture della Nona. Passa pochissimo tempo, non ha modo di riprendersi dall’agitazione che ecco sente aprire la porta alle sue spalle. Occhi chiusi. Nessuna parola.
Sente i passi di lui. Gira per la stanza. Abbassa ancora di più le serrande. – Ecco lo sapevo, dovevo chiuderle di più… – Sente che va nelle camere. Rientra poco dopo. Le sue mani, sulle sue spalle, la accarezzano, le danno sicurezza e calore. Sente un bacio, sul collo. Occhi chiusi. Nessuna parola. Si allontana da lei. Si riavvicina e le benda gli occhi con un grande foulard. Le lega le gambe alla sedia, sembra una cintura molto grossa. Il legno della sedia le si conficca sotto le cosce. Ora comincia anche a sentire il plug, le da fastidio esternamente, il metallo spinge contro la pelle.
Sente il rumore di un vibratore e subito dopo sente la sua punta fremente appoggiarsi contro il suo clitoride. Bendata, legata, in silenzio. Si lascia cullare dal ronzio del vibratore e dal suo leggero massaggio. Lui è davanti a lei, percepisce la sua presenza. Inizia a torturarle i capezzoli, li stringe con le mani, li lecca e li morde. Riesce a malapena a stare ferma. Tregua. Sente la zip dei pantaloni. Sente il suo cazzo appoggiarsi alla sua bocca, la apre e lo accoglie. È già duro. Lecca tutto intorno e succhia delicatamente la cappella. La lingua fa giri tutto intorno, come delle carezze umide e costanti. Le mani di lui sulla testa, la spingono contro il suo cazzo, glielo fanno arrivare in fondo nella gola. Lei sta ferma e si fa usare. Lui affonda nella sua bocca con colpi lenti e delicati ma spinge fin dove riesce. Lei sente che ormai è tutto dentro, controlla il riflesso e riesce a stare rilassata. Impensabile solo un mese e mezzo fa. – Faccio progressi eh? – La saliva le cola, tiene quel cazzo, il suo cazzo, tutto dentro la sua bocca, si sente porca e si sente una brava porca! Ma ecco un millimetro di più e arriva il riflesso. Lui si ritrae subito, la lascia respirare, le da il tempo necessario per riprendersi un po’ e poi di nuovo dentro, per testare i suoi limiti. Il ritmo delle spinte aumenta e lei docilmente si lascia scopare. Sente i suoi ansimi e fra le note della Nona sono come un nuovo strumento.
Si ritrae da lei, si allontana. Sente un rumore di ciotola per terra. Lui le toglie la benda. Le mostra due mollette “Ora ci sono queste. Oppure puoi scegliere quello” Le mostra la ciotola del latte in terra. “Mi piace il latte” gli risponde sicura. La slega. Lei si dirige a quattro zampe verso la ciotola. È difficile leccare il latte, è molto in basso, l’ha riempita solo sul fondo. Si appoggia sui gomiti e riesce a leccarne un po’. Si rende conto che è meglio succhiarlo ma è comunque troppo in basso, deve sdraiarsi per terra e ficcare la faccia dentro la ciotola, sente il latte bagnarle tutta la faccia. Continua a leccare. “Devi finirlo tutto quanto” Lei continua a leccare e a succhiare il latte, si sente tutta sporca ma non importa, deve finirlo come meglio può. Ecco ormai deve solo ripulire la ciotola, lui la aiuta, gliela tiene con la mano, la inclina perché possa pulire per bene.
“Brava gattina… davvero brava”
La fa alzare e la appoggia al tavolo. Le toglie il plug. Le infila il cazzo dentro la figa, la sistema più in alto sul tavolo, i suoi piedi si sollevano da terra, distende le braccia sul tavolo e si lascia scopare e sculacciare con forza – Cazzo si è accanito sulla chiappa destra… – Le sculacciate sono forti, la sua mano pesante la colpisce sempre nello stesso punto. Lei prova a resistere ma non riesce, cede e pronuncia la parola. Lui si ferma immediatamente e continua a scoparla sempre più forte fin quando non la sente venire.
Le da il tempo di recuperare le forze, la mano accarezza là dove fino a poco prima aveva colpito con forza, la sorregge e la porta verso il divano. La fa mettere a quattro zampe. La sistema in modo da poterle scopare la bocca ancora per un po’. Lei si lascia manovrare, sa che quello che lui vuole la renderà felice, si lascia guidare e si lascia usare perché entrambi ne possano trarre piacere.
La riversa bocconi e comincia a leccarle la figa e il culo. Lei geme perché non riesce a contenere il piacere. “Zitta! Adesso ti voglio zitta. Non devo sentire un fiato da te fino a quando non ti darò il permesso di farlo” Obbedisce. Trattiene i respiri e i gemiti, lui lecca e succhia sempre più forte, si stacca e infila il cazzo dentro la sua figa con un colpo secco. Lei obbediente trattiene anche quei gemiti, vorrebbe urlare e lasciar uscire ogni lamento di piacere ma sa che ora non le è permesso. Lui spinge con affondi forti. “Adesso puoi, adesso puoi gemere” Sembra abbia sentito arrivare il suo orgasmo perché ecco che si lascia andare e geme forte per il piacere e per la liberazione di poterlo fare, un orgasmo potente la pervade, sente le gambe tremare, la testa gira, la musica… Lui esce da lei e la gira verso di sé “Apri la bocca, aprila..” Lei obbedisce e sente tanti schizzi sul suo viso e sulla sua bocca, lecca dove può, la testa continua a girare…

La ripulisce premuroso mentre lei giace abbandonata sul bordo del divano
“Amore mio, tutto a posto?” le chiede
“Sì, bellissimo…”
“Sei stata bravissima, perfetta. Sei sempre più brava…”
“Grazie amore… Anche tu sei stato bravissimo, hai preparato tutto alla perfezione. Che bello…”
Si abbracciano, lei sul suo petto, sente il suo cuore battere forte e sicuro. Le sue braccia forti la avvolgono e la proteggono.
“Abbiamo finito giusto in tempo, adesso posso cantare l’inno alla gioia!” Gli dice guardandolo negli occhi. “Sì, dai, mi piace sentirti parlare in tedesco, lo sai” le risponde lui.
“Freude shone gotterfunken, tochter aus Elysium….”

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