VIAGGIO A ROMA – Parte II

[Prosegue dalla prima parte]

Nora entra nella stanza, lui accende le luci e chiude la porta.
“Adesso stabiliamo le regole little girl” Lei fa cenno di sì con la testa.
“Staremo qui dentro per molte ore, come hai visto siamo in una stanza molto isolata, l’ho scelta di proposito. Inoltre non ci sono molte persone in questo piano. Questo significa little girl, che potrai urlare senza timore di essere sentita.” Spegne le luci e si avvicina a Nora.
“Ora dovrai scegliere una safeword, little girl. Ti servirà per interrompermi, in qualunque momento tu senta disagio insostenibile, dolore insopportabile o semplicemente sentirai la necessità di una pausa. Deve essere una parola tua, devi sceglierla tu e voglio sia abbastanza particolare e di una certa lunghezza. Puoi anche pensarci qualche minuto, non devi dirmela ora.” Le accarezza il mento.
“Voglio educazione little girl, tutta quella che hai. Per quella che ti manca ci penserò io in queste ore. So che hai l’attitudine giusta ma ci sono un po’ di spigoli da limare perché tu sia quasi perfetta.”
Poggia lo zainetto sulla console, lo apre e tira fuori un collare nero in pelle, polsiere e cavigliere nello stesso stile, le porge a Nora che allunga le mani per prenderle.
“Vai in bagno little girl, spogliati completamente e indossa solo questi. Io ti aspetterò qui”

Nora si dirige verso il bagno con quei pezzi di pelle nera fra le mani. Sono lucidi, freddi, i ganci in acciaio risaltano splendenti. Chiude la porta alle sue spalle e sente la sua voce “Lascia pure la porta aperta little girl… Non c’è necessità di intimità fra di noi. Non qui dentro.” Nora riapre la porta. Si spoglia più velocemente che può. Ora è nuda, le spalle alla porta ma sente gli occhi di lui sul suo corpo. Appoggia un piede sul bordo della vasca e si aggancia la prima cavigliera. Fa lo stesso con l’altra. Tenta di mettersi la polsiera, ma con una mano sola le cade in continuazione e più le cade più il tremore alle mani aumenta rendendo quasi impossibile agganciarla. – Oh maledetta, ma perché non stai ferma… –
“Lascia che ti aiuti piccola..” La sua voce è calda e rassicurante, è dietro di lei e le prende di mano la polsiera. Sente il volto in fiamme, non riuscire neanche ad agganciare una polsiera, quanto si sente incapace.
“Non devi aver timore di chiedermi aiuto, sono qui per questo Nora. Non sei pronta, non devi pretendere di esserlo ora. Io sono qui per aiutarti a migliorare e a potenziare la tua indole. Metti da parte l’orgoglio e chiedimi aiuto quando ti serve” La guarda e Nora scorge un sorriso abbozzato sulle sue labbra, un sorriso che lei ricambia con lo sguardo. L’uomo prende il collare e fa voltare Nora, glielo aggancia e passa un dito tutto intorno per verificare che non sia troppo stretto.

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“Ecco, ora sei pronta Nora. Guardati allo specchio, quando avremo finito non sarai più la stessa, little girl” Nora si guarda allo specchio, la figura di lui alle sue spalle le da sicurezza e fiducia.
Le prende la mano e la porta dentro, chiudendo la porta del bagno alle loro spalle.

“Inginocchiati, a fianco alla poltrona” L’ordine è perentorio, deciso. Nora percepisce il cambio di registro. Si inginocchia come richiesto, le mani sulle gambe. Lui si siede e la guarda.
“Dimmi la tua safeword, Nora”
“Ghiacciolo”
“Perfetta, lunga e particolare abbastanza. Ricorda, quando la pronuncerai io mi fermerò immediatamente, qualunque cosa io stia facendo, ti è chiaro questo little girl?”
“Sì, mi è chiaro”
“Piccola, l’educazione… Aggiungi Daddy a ogni risposta. Non dimenticarlo”
“Certo Daddy” la frase la fa sorridere quasi spontaneamente
“Bravissima Nora… Ora voglio che cammini a quattro zampe fino a là” Con il dito indica un punto davanti alla poltrona a circa due metri. Nora obbedisce docilmente. “Adesso ferma là, in ginocchio, dritta, mani dietro la schiena.” Nora esegue e rimane in attesa.
Si alza e va verso il suo zainetto, tira fuori una mascherina e altri oggetti che posa a fianco allo zainetto.
Va verso Nora e le infila la mascherina. “Bene, ora voglio che da questa posizione allarghi le gambe, mostrami la tua figa little girl. Solleva le braccia e mettile dietro la nuca.” Nora obbedisce. Si sente completamente alla mercé degli occhi di lui, sente una vampata arrossirle il volto. “Che c’è, ti senti in imbarazzo?”
“Forse un po’… ” Risponde Nora titubante.
“Forse un po’ E COSA?…” Sottolinea con impazienza la voce di lui.
“Forse un po’, Daddy…” Si corregge Nora, arrossendo ancora di più.
“Non devi imbarazzarti Nora. Tu sei mia. Tutto di te mi appartiene. Mente e corpo. Non devi vergognarti di mostrare niente di te al tuo Daddy. Devi mostrare con orgoglio quanto è mio” La voce è di nuovo calda e rassicurante.
“Ora voglio che metti due dita della mano destra nella tua figa Nora, voglio che mi dici quanto sei umida” Nora esegue e con sua meraviglia scopre di essere molto bagnata, infila le dita e le ritrae completamente umide e colanti. “Sono molto umida Daddy”
“Molto bene, voglio che ti masturbi per me, io starò qui ad osservarti”
Nora obbedisce, inizia a toccarsi, lenti cerchi sul clitoride. Infila due dita nella figa, è calda e umida, le dita affondano e fuoriescono fradice. Nora socchiude le labbra e lascia uscire dei lievi gemiti, il respiro aumenta frequenza, la mano si muove sempre più veloce, la testa lentamente si piega all’indietro.
“Basta così. Togli la mano Nora” Le dice all’improvviso.
Nora viene come svegliata di soprassalto. Toglie la mano e la riporta dietro la nuca insieme all’altra. Si ricompone nella posizione iniziale.
“Molto bene… Davvero molto bene, little girl, ho detto che avevi l’attitudine giusta” L’uomo si avvicina a passi lenti a Nora. Le sue mani le affondano fra i riccioli, la accarezza con dolcezza.
“Adesso Nora, metterò alla prova la tua resistenza…” Le sussurra all’orecchio.
Nora è bendata. Sente i suoi movimenti per la stanza. Sente la sua mano prenderla per mano e la aiuta a sollevarsi. “Vieni con me”. La accompagna al letto e la fa sdraiare, braccia lunghe sopra la testa.
“Little girl, mi serve la tua concentrazione. Devi fare in modo di non muoverti nei prossimi minuti, qualunque cosa possa accadere” Nora sente il battito del suo cuore aumentare sensibilmente.
“Sappi che disubbidire a questo mio ordine comporterà una punizione, piccola. Una frustata col flagello per ogni movimento. Voglio che ti volti ad ogni movimento per ricevere subito la punizione… Siamo intesi little girl?”
“Intesi Daddy”
Sente qualcosa di morbido passarle sul ventre. La sensazione è piacevole ma allo stesso tempo il solletico la spinge a muoversi. Nora fa un grande sforzo per trattenersi. Dopo qualche secondo sente lo stesso oggetto passarle sulle gambe. Qualche secondo ancora di stop. Improvvisamente l’oggetto le passa sul seno, Nora ha un sussulto.
“Voltati, subito!” La sua voce è piatta e risoluta.
Nora obbedisce immediatamente, si volta e sente arrivare subito una frustata secca, pizzica sulla pelle ma il dolore è sopportabile.
“Rimettiti supina, non abbiamo ancora finito little girl” Nora si volta e si rimette in posizione. – Devo cercare di rilassarmi, non devo pensare all’oggetto… -Sente il solletico sul viso, riesce a trattenersi con fatica. Qualche secondo di pausa ed ecco sotto la pianta del piede, Nora ritrae istintivamente. Non aspetta neanche il comando, si volta di schiena. “Molto bene little girl” le dice facendo fischiare il flagello. Questa volta il dolore è più forte, più sottile. Sente una mano accarezzarla delicatamente, quasi a lenire la parte appena colpita. Cerca di voltarsi per rimettersi in posizione ma le sue mani la bloccano “Stai così little girl, fatti guardare” sente le sue dita percorrere la sua schiena con una carezza continua. Si fermano fra le natiche, vanno a fondo a cercare la sua figa, la trovano bagnata, si infilano dentro, frugano e spingono. Nora istintivamente solleva il bacino verso quelle dita per farle entrare il più possibile dentro sè. “Brava piccola, brava…” Le dita si muovono veloci, Nora sente il piacere diffondersi lento, salire e irradiarsi, sta per abbandonarsi…
“Basta così!” la mano si ritira immediatamente. Nora ha di nuovo quella spiacevole sensazione, come di svegliarsi di botto da un bellissimo sogno.
“Vieni qui, ti aiuto ad alzarti” Le sue mani forti la sostengono.
“Adesso dovrai indossare qualcosa di fastidioso little girl. Mi aspetto che tu riesca a tenerlo il più possibile” La sua mano è sul capezzolo destro, lo accarezza, lo tira appena. Ed ecco improvvisamente sente stringere troppo forte, un dolore freddo. Lo stesso dolore immediatamente dopo sul capezzolo sinistro. Nora stringe le labbra per non urlare. Una fredda catenina le solletica il seno da un capezzolo all’altro.
“Bravissima Nora… Sono davvero colpito” Le sue parole sono come un balsamo, le fanno sopportare il dolore con più leggerezza. Il dolore svanisce quasi. Le sue mani continuano ad accarezzare il seno, una scende sul pube, controllano l’inguine “Little girl, sei proprio fradicia… ” il commento ha un tono soddisfatto. Si posiziona dietro di lei, la cinge con le sue braccia, una mano sale al collo, l’altra entra nella sua fessura. Nora percepisce la sua eccitazione, spinge contro di lei, ne asseconda docilmente la spinta. La mano sulla gola si serra leggermente, le labbra di lui le sfiorano l’orecchio “Little girl… in ginocchio e mani dietro la schiena”
Nora obbedisce, percepisce la sua presenza davanti a lei, sente la sua mano accarezzarle la testa. “Apri la bocca Nora” Nora apre la bocca e sente subito entrare il suo cazzo. È grande e le riempie la bocca, glielo spinge a fondo, Nora non oppone resistenza, la mano di lui ora è sulla sua nuca e la spinge verso il suo cazzo. Sente di essere vicino al suo massimo, il riflesso è vicino, sente che sta per scattare. Ed ecco che il conato arriva. Lui si ritrae immediatamente. “Bravissima, riproviamo Nora… cerca di rilassarti, prova a resistere un po’ di più, ci sei quasi little girl, sei davvero bravissima” Mentre le parla dolcemente nell’orecchio le accarezza i capelli. Nora sente di nuovo il cazzo entrarle in bocca. Dietro la mascherina chiude gli occhi e si rilassa. Sente spingere, più a fondo di prima. Il riflesso non scatta. Lo sente scendere sempre più a fondo, le labbra arrivano a sfiorare il pube di lui. “Piccola… sei fantastica… bravissima…” La sua voce le arriva fino alla figa… la eccita sentirlo così abbandonato e soddisfatto. Sente il cazzo uscire lentamente e riaffondare con colpi delicati ma decisi. Lei asseconda la sua voglia, le mani dietro la schiena si lascia scopare docile. Il ritmo aumenta, le mani di lui le tengono la testa. Nora geme forte, sente che l’eccitazione sta diventando insostenibile. Lui si blocca ed esce.
“Basta così, little girl… non è ancora il momento…” Nora ha uno scatto di stizza
“Ma perchè mi fai questo?!” La frustrazione la fa urlare con rabbia, batte i pugni sulle cosce. Si pente immediatamente delle sue parole. Non sente reazione da parte di lui. Passa qualche attimo. Sente le sue mani forti sollevarla da terra.
“Educazione, little girl… questo non è il modo di rivolgersi al tuo Daddy…” La sua voce è calma e calda, il che fa rabbrividire Nora ancora di più.
“Un comportamento di questo tipo merita una risposta severa, Nora” La riversa sulle sue ginocchia, il sedere esposto, prende il braccio esterno e glielo piega dietro la schiena tenendolo fermo con la mano.
“Saranno 10 Nora e non saranno leggeri. Dovrai contarli tu. Mi hai sentito?”
“Sì Daddy… ” La voce di Nora è tremante.

— CONTINUA —

2 pensieri su “VIAGGIO A ROMA – Parte II

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