VIAGGIO A ROMA – Parte III

[PROSEGUE DALLA SECONDA PARTE]

Nora sente la sua mano stringerle il polso. L’altra le passa sulla natica, leggera carezza preparatoria. La mano si allontana e arriva subito dopo il colpo, forte e sonoro.
“Conta little girl…”
“Uno…” Nora ha la voce spezzata.
Arriva il secondo colpo. “Due…” – Sono fortissimi, non credo di arrivare a dieci…-
“Tre… Quattro… Cinque…” Nora si contorce ad ogni colpo ma la presa stretta non la lascia muovere più del necessario.
“Sei… Sette… Otto…” – Mi brucia tantissimo, è insopportabile… potrei usare la parola… ma ne mancano solo due ormai, sarebbe davvero stupido –
“Nove…” Nora attende l’ultimo colpo. Ma l’ultimo colpo non arriva. Arriva una carezza a lenire il bruciante dolore.
“Little girl, sei stata bravissima… avresti potuto fermarmi, lo sentivo, ma hai continuato a contare… brava piccola mia” la mano allenta la stretta sul polso e l’altra continua ad accarezzare la zona colpita. Nora è esausta, riversa sulle sue ginocchia, il cuore batte all’impazzata. La mano dal culo si sposta a sondare la sua figa, la trova calda e molto umida. Cerca il clitoride e inizia a massaggiarlo e a stimolarlo. L’altra mano la libera dalla mascherina. Caldi baci si posano sulla parte del suo culo che è stata percossa.

“Fatti guardare…” Nora si posiziona davanti a lui, in ginocchio. Le sue grandi mani le asciugano il viso dalle lacrime.
“Appoggiati sul letto piccola” la accompagna e le fa appoggiare il busto sul letto lasciandola inginocchiata sul pavimento. Nora stende le braccia in avanti. Sente che si inginocchia dietro di lei, le sue mani le fanno allargare le gambe, si posano sulle sue natiche e allargano. Sente la sua faccia infilarsi in mezzo, sente la sua lingua sondarla e inumidirla. Nora geme e si spinge un po’ per accoglierlo meglio. La sua lingua lecca senza sosta, la figa e il culo sono grondanti della sua saliva, si infila senza ritegno nei suoi buchi. Nora è in estasi e si contorce di piacere. Lui si stacca per alzarsi in piedi. Subito dopo Nora sente entrarle dentro la figa il suo cazzo, lentamente la penetra, a fondo. Le porta le braccia dietro la schiena e in un incrocio di arti la tira su per farle inarcare la schiena tirandola a sé. I colpi forti e profondi la scuotono, è completamente in suo possesso, le tira i capelli per tirarle indietro la testa, per baciarla avidamente mentre continua a spingerle dentro il suo cazzo. Nora geme forte, sente che sta per venire, sussurra piano la sua supplica “Ti prego… non fermarmi… ti prego Daddy… sto per venire… ti… prego…” Lui la bacia e aumenta la velocità e la accompagna verso un orgasmo potente e liberatorio, Nora urla e geme forte mentre lui la stringe a sé e rallenta il ritmo sentendola tremare, gli spasmi della sua figa gli massaggiano il cazzo.
“Brava piccola… brava… senti com’è potente, sentilo…” la stringe, la bacia, la accarezza teneramente. Nora si abbandona a lui. La fa appoggiare sul letto ed esce da lei. La prende per le gambe e la fa distendere sul letto. Nora ha ancora piccoli spasmi dovuti al forte orgasmo. Si stende a fianco a lei per accarezzarla e farla riprendere. La osserva, lei ancora non riesce ad aprire gli occhi, la bocca socchiusa, i capelli sudati, il respiro ancora affannato ma sembra che tutto il suo corpo piano piano si stia placando.  Passano lunghi attimi. Si allontana dal suo viso e si china ad accarezzarle i seni, li libera dai morsetti e inizia a baciarli, Nora ha un sussulto, i capezzoli sono duri, rossi e dritti, li afferra con delicatezza con le labbra, li succhia appena, non vuole torturarglieli, vuole lenire il dolore. “Hai tenuto per tanto questi morsetti, quasi hai dimenticato di averli ancora vero piccola?”
“Sì Daddy…” si volta a guardarla, lo sta osservando con sguardo vigile; è tornata. Continua a succhiare delicatamente i suoi capezzoli, a massaggiarli con le mani. Scende piano fino all’ombelico, si posiziona fra le sue gambe aperte e la guarda, lei gli sorride. La sua lingua comincia a leccare lieve la sua figa ancora troppo sensibile. Nora si inarca e si morde il labbro. Lui le tiene le gambe aperte mentre continua a leccarla piano. Si sposta da lei e le infila il cazzo nella figa, con colpi lenti entra in lei, la stringe a sé guardandola negli occhi, lei gli pianta le unghie nella schiena seguendo il ritmo dei suoi colpi.
“Girati!” il tono è deciso ma dolce.
Nora obbedisce, sente di nuovo la sua lingua fra le natiche, si infila, bagna e insaliva. Sente un dito sondarla delicatamente, affonda senza difficoltà, subito riesce per rientrare insieme ad un altro dito. Nora  si inarca per farle affondare meglio. L’uomo prende i cuscini, glieli posiziona sotto il bacino per sollevarla. Appoggia la punta del suo cazzo sulla sua rosellina e inizia ad affondare piano senza fatica, riesce e poi rientra più a fondo, Nora lo sente entrare lento e inesorabile dentro di lei.
“Non voglio farti male little girl… fermami se senti dolore” la sua voce è dolce e affettuosa.
“Oh Daddy, non mi fai male… mi piace quello che mi fai… ti prego continua… ”
“Chiedimelo come una cattiva ragazza, piccola”
“Oh Daddy… scopami nel culo, sfondami Daddy, ti prego…”
“Oh sì… proprio così ti voglio little girl” Le afferra i capelli per tirarle indietro la testa, l’altra mano si stringe salda attorno alla gola, a possederla completamente, comincia ad affondare nel suo culo con colpi forti e veloci. La vede contorcersi, la sente gemere ma non si ferma e non rallenta, vuole portarla oltre il limite. Continua a spingere il suo cazzo dentro di lei, Nora urla di piacere.
“Oh sì, sì!!! Daddy sì! Sfondami!”
“Sì, piccola sì… ti sfondo… e ti riempio… sentimi… piccola… sentimi!” Altri due colpi e viene dentro lei, la tiene ferma per il bacino e la tira a sé per spingerle dentro tutto il suo seme caldo.

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Avvinghiati e abbracciati, esausti, Nora si stringe al suo petto, ascolta il battito del suo cuore rallentare piano. La sua mano le passa lieve fra i riccioli neri, percorre il profilo dell’orecchio, scende a seguire la linea curva della nuca e poi si perde ad accarezzare la schiena leggermente sudata. Nora gli accarezza il petto. La mano di lui cerca il suo mento, solleva il suo volto verso sé per baciarla teneramente mentre le braccia la stringono più a sé. Nora si fa cullare dai movimenti della sua lingua, si scioglie fra i suoi baci e si abbandona completamente alle sue carezze.
“Questa è decisamente la parte che preferisco little girl… ma non avrebbe lo stesso significato senza tutto quello che c’è stato prima, non trovi piccola?”
“Sì.. Daddy.”
“Hai già deciso se vuoi ripartire stasera… O se preferisci rimanere…”
“Preferisco stare qui Daddy… adesso voglio stare qui, così… con te”
La stringe più saldamente, Nora si rannicchia fra le sue braccia, socchiude gli occhi e si addormenta lentamente sul suo petto.

— FINE —

4 pensieri su “VIAGGIO A ROMA – Parte III

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