Analisi oggettiva

“Lo scroto è appena visibile, ne fuoriesce una parte dalla patta aperta dei jeans ed è ricoperto da una peluria nera non troppo fitta che lascia intravedere la pelle più scura, rugosa e delicata che custodisce i testicoli.
Adagiato mollemente sull’addome leggermente villoso, nella sua completa lunghezza, il membro è duro e ispessito dall’erezione. Riesco ad  ammirare la pelle rosea e lucida, più stirata sull’asta e il rigonfiamento della grossa vena che parte dalla base e si perde dentro il fusto. Vedo che le venature sono appena accennate e disegnano sottilmente di rosso chiaro e violetto tutta l’asta, dalla base fin sotto la cappella  dove le pieghe della pelle del prepuzio si stringono quasi a strozzare appena, accentuandone il rigonfiamento. Il glande è di colore rosa scuro, lucido, da dove mi trovo non riesco a  vederlo completamente ma si nota la linea che lo separa a metà. Non mi sembra molto grande ma la sua dimensione risulta in armonia  rispetto all’asta, la forma è leggermente appuntita. Una tenue linea di colore rosso chiaro ripercorre i contorni del glande, la sua base e la linea di separazione, donando al tutto risalto e consistenza. Riesco a percepire l’erezione del cazzo  dalla tensione della sottile pelle sull’asta e alla base del glande, dalla leggera arcuatura del corpo e dalla lucida umidità della cappella.
Il cazzo mi sembra in posizione di placida attesa, lo trovo estremamente invitante così abbandonato sull’addome e mi eccita l’idea di poterlo assaggiare, percorrendolo piano con la lingua fino a ricoprirlo interamente della mia saliva.”

“Mmmmh… è stata bravina, infermiera. Ora, dovrebbe visitarmi…” Aspettava di avere le sue mani sul cazzo esposto, che pulsava richiedendo attenzioni fisiche dopo essere stato descritto dagli occhi della prostituta.
“Certamente, il tempo passa, abbiamo solo un’ora…”
Appoggia la mano sul cazzo, le dita scivolano lente dalla cappella alla base, prende lo scroto manipolandolo piano nella mano. Ritorna sul cazzo, lo solleva per tenerlo saldamente.
“Credo il problema sia di facile risoluzione. Questo cazzo ha bisogno di una rianimazione…” Si china e stringe la cappella fra le labbra. Lui si inarca, getta la testa indietro, si abbandona alla sua bocca.

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