Nora & Nora

Nora: Ciao… che stai facendo?
Nora: Oh ciao! Sto scrivendo una storia
Nora: Mmm, niente che mi riguardi?
Nora: N-no… non proprio almeno. No, non riguarda te Norina. Ma che hai? Ti sento un po’ giù…
Nora: uff, non chiamarmi Norina, lo sai che non mi piace! Sono un po’ scazzata boh…
Nora: Scusami. Hai voglia di parlarmene? Magari riesco a tirati su il morale…
Nora: Boh… stavo pensando a tutte le cose che mi hai fatto fare in questi racconti. Cazzo non lo so se mi piace come mi hai trattata, anzi non mi piace per niente!
Nora: Hey, calma. Io non l’ho fatto perchè ti voglio male… lo sai Norina, scusami, NORA, è il gioco, sei il mio personaggio principale. Ho seguito un po’ l’istinto all’inizio ma poi ho cercato di tracciare una strada da farti percorrere… ma non ho mai voluto farti del male gratuitamente.
Nora: ma che dici? Vuoi dirmi che farmi torturare da quei tre stronzi per due giorni interi non era gratuito?? Ma hai idea di quello che mi hai fatto passare??
Nora: Oh, tesoro, scusami… ma davvero non era fine a sè stesso, non so come spiegarlo, ogni volta mi tirano fuori sta cosa… ma…
Nora: Non chiamarmi tesoro!! Che palle! Non era fine a sè? E allora a cosa doveva servire tutta quella sofferenza? Mi hai completamente svuotata lo sai? Mi hai annientata spietatamente!
Nora: sì lo so… mi spiace. Dovevo in qualche modo renderti un po’ più attenta, in precedenza nei tuoi racconti eri troppo fiduciosa e scapestrata, serviva un evento forte per farti alzare un po’ la guardia, mi serviva proprio questo momento di shock, per svegliarti e anche per prepararti a qualcosa di nuovo…
Nora: Ma mi stai prendendo per il culo o cosa?? IO ero fiduciosa, IO ero scapestrata?? Sei TU che mi hai sempre descritta così! Mi hai fatto vivere le tue fantasie malate o quelle di altri! Succhiaccazzi di là, addescatrice nei bar, partire a Roma per mettermi nelle mani di uno sconosciuto, le ruote bucate in autostrada… ma me le sono invetata io quelle storie assurde?? Cazzo quando cerchi di offendere così la mia intelligenza mi fai proprio incazzare guarda!
Nora: hai ragione… certo erano storie mie, ma il tuo personaggio e forse anche io, come autrice… avevamo bisogno entrambe di una ridimensionata, non credi?
Nora: Io so solo che mi hai fatto passare cose assurde, e non ho ancora capito perchè me le hai fatte passare! Anche la storia a quattro mani, ma cazzo, finita così di merda? Un finale così esageratamente melodrammatico! Ma certo dovevi prenderla tu in mano e tagliare con l’accetta, mica aspettare di decidere insieme all’altro autore, sia mai che sareste potuti arrivare a un finale più delicato… no certo. Fa tutto Nora, disfa lei quando e come ne ha voglia!!
Nora: Mi sembri troppo caustica però… quella storia andava chiusa, rischiava di trascinarsi o rimanere aperta e invece no, aveva bisogno di una chiusura.
Nora: certo, e chiaramente le hai dato una chiusura di merda! ti piace proprio farmi soffrire vero?
Nora: Ma no… non mi piace farti soffrire su… Pensa a… che ne so, Shibari. Là è stato molto tranquillo, piacevole, delicato, niente traumi o niente eccessi. O Ancora tu? Dai, un’avventura simpatica, niente di estremo. Anche il viaggio a Roma, l’atmosfera alla fine era piacevole. Oppure Nora at work…
Nora: ah non tirare fuori quello! Che è proprio quello dove io non ci sono proprio per niente! Sei solo tu là dentro! E infatti, guarda un po’ come finisce! Certo… perchè il lavoro sporco lo fai fare solo a me! Ma quando tirano in ballo te e ti trattano come tu tratti me ecco che apriti cielo, ti offendi, ti indigni, tiri fuori teorie femministe… Perchè probabilmente tu alla fine reputi di valere più di me, vero?
Nora: No piccola… assolutamente. Non dire questo… non è così che la vedo… Ma, ti ho creata io e ti ho creata sì, per sfogare un po’ le mie fantasie all’inizio. Solo all’inizio eri una mia proiezione, ti ho dato il mio nome per comodità ma fin dall’inizio sapevo che tu non eri me eppure avevi qualcosa di me. Vivevi per me certe avventure fantasiose che avevo in testa. Mi aiutavi a dare corpo e vita a quelle sensazioni e sei stata bravissima ad adattarti alle mie repentine virate. Ma non ho mai pensato valessi meno di me. Ti ho descritta sempre come una donna forte, con qualche difetto certo perchè non mi piacciono le donne troppo sicure di sè, una donna libera che ama prendersi il piacere quando e come vuole. Se proprio ci vogliamo parlare negli occhi cara Nora, tu sei molto meglio di me. Tu non hai strutture, sei semplice ma nell’accezione migliore del termine, non hai maschere e le persone che ho fatto interagire con te lo hanno capito e ti amano proprio per questo. E anche i lettori Nora lo hanno capito, tu piaci un sacco ai miei lettori lo sai?
Nora: sì… lo so…
Nora: Ecco, significa che è passato il messaggio giusto. Non sei una “poco di buono” sai che non mi piace neanche questo termine. Sei una donna che ama vivere a pieno la propria sessualità. Il messaggio è positivo. Avrei potuto fare di te un personaggio maschile… ma credi avrebbe avuto lo stesso effetto?
Nora: no… certo, anzi…
Nora: dai Norina, lasciati chiamare Norina che lo sai che ti voglio bene. Non voglio più trattarti male, davvero! Adesso ti lascio riposare per un po’ piccola. Fa ciò che vuoi, fai quello che ti piace di più, qualche viaggetto, disegna, scrivi! che anche tu scrivi lo so… e poi magari fra un po’ torniamo a lavorare insieme io e te e ti prometto che ci divertiremo molto, niente drammi e niente violenza.
Nora: mmm… torneremo a lavorare insieme allora?
Nora: sì certo!
Nora: Nora & Nora?
Nora: ahaha, sì Nora & Nora! Una coppia vincente, no?
Nora: già… siamo una bella coppia io e te… Grazie della chiacchierata.
Incredibile… alla fine ci riesci sempre…
Nora: A fare che?
Nora: A tirarmi su il morale 🙂

noranora

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