La caletta fra gli scogli

caletta

Decidesti, non senza pentirtene quasi subito, di fare una nuotata al largo. Sentisti il bisogno impellente di allontanarti dal caos della spiaggia e dal chiacchiericcio incessante dei tuoi parenti. Già dopo le prime bracciate ti trovasti però in affanno e provasti a cambiare stile, il dorso ti sembrò la soluzione migliore per disperdere poche energie. Ti trovasti ad aggirare la punta formata da grossi scogli arrivando ad una piccola caletta completamente circondata da enormi pietre piatte e grigie. Ti rigirasti per controllare la piccola spiaggia e per avvicinarti piano, nuotando al meglio per raggiungerla senza troppo affanno.
Arrivasti vicino a un grosso gruppo di scogli, ti si aprì davanti la vista sulla piccola caletta sabbiosa. Vedesti sulla spiaggia due figure femminili, stese su un grande telo, avvinghiate.
La lunga nuotata non prevista ti aveva sfiancata, sentivi i muscoli tesi e doloranti e l’affanno ti faceva girare la testa. Continuasti ad avvicinarti lentamente agli scogli per dare una sosta al tuo corpo. Ma ecco che improvviso un crampo si impossessò del tuo polpaccio destro. Il dolore lancinante ti colse impreparata, cominciasti a nuotare in maniera scomposta, agitando parecchia acqua e creando molta schiuma. Sentisti le forze venirti meno sotto la tensione del dolore assordante del crampo. Vedesti gli scogli a pochi metri da te ma non riuscisti a racimolare la lucidità necessaria per raggiungerli. Sentisti le forze abbandonarti, il dolore e la tensione innaturale del crampo ti fecero assumere una posizione contratta e non utile al nuoto, cominciasti a bere acqua salmastra. Il cuore raggiunse una frequenza elevata mentre la vista venne meno.
Sentisti una presa attorno alla vita, venisti messa in posizione supina sull’acqua e ti sentisti tirare saldamente verso riva. Ti lasciasti trasportare, il cuore in gola per l’angoscia, il dolore sordo al polpaccio. Ma ti sentisti in salvo.

Venisti posata sulla sabbia, gli occhi ancora annebbiati dal pericolo appena scampato. Sentisti voci femminili attorno a te, non capisti le parole pronunciate in una lingua straniera incomprensibile. Sentisti delle mani massaggiarti il polpaccio dolorante, la tensione piano piano si allentò. Apristi gli occhi e trovasti davanti a te a fissarti una coppia di occhi color ghiaccio, un sorriso si disegnò sulle labbra leggermente screpolate, riuscisti a mettere a fuoco il viso delicato e splendido di una giovane donna biondissima. Ti accarezzò lieve il viso, ti rivolse parole di conforto e in uno stentato italiano provò a chiederti come stessi. Rispondesti con mezzo sorriso per tranquillizzarla “Sì, grazie… sto bene” lei si rivolse nella sua lingua all’altra donna che smise di massaggiarti il polpaccio e si palesò davanti al tuo volto. Una donna più matura ma altrettanto bella, morbidi ricci biondo ramato, occhi verde smeraldo e ciglia lunghe. Cominciò ad accarezzarti anche lei riproponendo nello stesso stentato italiano parole di conforto e sorrisi di incoraggiamento. Il tuo cuore riprese un battito regolare e il tuo respiro si quietò sotto quelle carezze delicate. Prendesti le loro mani e te le portasti alle labbra, baciandole in segno di gratitudine. Poi te le poggiasti sullo sterno, ti rivolsero delle parole nella loro lingua, intonazioni che ti parvero domande ma non capisti. Feci un segno di sì con la testa e i loro sguardi sfumarono lentamente dall’attesa ad un’accennata lussuria. Le loro mani iniziarono a percorrere la tua pelle umida solo parzialmente coperta dal costume ancora intriso di acqua di mare. La donna dai capelli rossi si avvicinò al tuo viso e ti baciò lentamente, le vostre lingue si incrociarono umide e curiose, le labbra si unirono ansimanti. Sentisti in un attimo il seno libero dall’umidità del costume, i tuoi capezzoli stretti fra le loro mani, reagirono immediatamente. La giovane donna bionda sostituì le dita con le labbra sul tuo capezzolo, succhiandolo e stuzzicandolo con i denti e la lingua. La sua mano scivolò sotto il tuo slip, scostò le tue labbra per insinuarsi inesorabile nella tua intimità, la trovò calda e umida dei tuoi umori. Lievi dita sottili scivolarono lascive a sondare la tua eccitazione. Non potesti trattenere un lieve sospiro di piacere, lo lasciasti andare dentro le labbra morbide, carnose e salate della donna che continuava a baciarti.
Sentisti la giovane spostarsi sul tuo corpo, con lievi baci e leggeri morsi attraversò il tuo addome e arrivò al pube. Fece scivolare via lo slip lasciando libero il tuo sesso. Sentisti il suo tiepido alito poco prima di percepire la sua lingua sondare le tue pieghe, brividi e sussulti ti pervasero scuotendoti per tutto il corpo. Ti staccasti da quel bacio appassionato per prendere aria e per gemere di piacere. La rossa si sollevò a cavalcioni sopra di te e mise il suo sesso davanti al tuo volto, solo ora ti accorgesti che le due donne era nude. Vedesti di fronte a te la sua figa lucida e imperlata di gocce piacere, una lieve peluria dello stesso colore dei capelli ricopriva il monte di venere. Afferrasti le sue cosce aperte e la tirasti verso la tua bocca. Infilasti le labbra in mezzo alle sue, inebriandoti di quel dolce profumo e assaporando ogni sua goccia di piacere confuso fra il salato del mare. Sentisti quella donna mugolare sotto le tue profonde lappate. La biondina iniziò a scoparti con le sue sottili dita, tre, quattro, non riuscisti a capire quante ma sentivi la tua figa piena mentre le sue labbra erano saldamente incollate al tuo clitoride. Riuscisti a raggiungere le sue natiche con una mano, le accarezzasti lascivamente e trovasti il suo piccolo forellino. Infilasti un dito piano sentendo i suoi gemiti di piacere e iniziasti a muoverlo dentro e fuori.
La donna sulla tua faccia iniziò a muoversi e a cavalcarti sulle labbra, sentivi il suo sesso sempre più caldo e turgido di piacere strofinarsi sul tuo volto. Stringesti una gamba per affondare meglio dentro di lei, la lingua dura e dritta entrava e usciva da lei. D’improvviso la sentisti urlare e fosti investita dal suo orgasmo mentre le sue mani si strinsero forti ai tuoi riccioli. Leccasti ovunque cercando di recuperare ogni singola goccia di quel liquido godimento. Fra le urla del suo piacere sentisti distintamente l’intera mano della giovane entrarti dentro, una fortissima onda di piacere ti colpì con violenza inaspettata. Urlasti a pieni polmoni il tuo orgasmo mentre tutto il tuo corpo si irrigidì sotto i morsi di piacere. La giovane si staccò da te, entrambe si sdraiarono al tuo fianco e cominciarono a baciarti e leccarti per ripulire il tuo volto dagli umori lasciati poco prima dall’orgasmo. Tu ricambiasti i loro baci e le loro carezze e ti abbandonasti ad un’indicibile estasi saffica.

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