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Di Femdom e di altre novità

La foto qui sopra la scelsi per un mio racconto, On the Road. Il tema era la dominazione al femminile, questa immagine mi parve essere proprio calzante per la scena che avevo cercato di descrivere, per visualizzare il rapporto fra la Mistress e il suo slave. Gli sguardi sono profondamente collegati, si percepisce la sottomissione ma al contempo si avverte la cura e l’attenzione che stanno alla base del rapporto di dominazione; non voglio declassare l’immagine ma vista la situazione (collare e guinzaglio), se al posto dell’uomo ci fosse un cane con la sua padrona, credo vedremmo gli stessi sguardi. Trovo sia un’immagine molto tenera e vi assicuro che non è facile trovare immagini di questo tipo quando ci si appresta a curiosare nel mondo del Femdom.

Le immagini che la fanno da padrona (scusate il gioco di parole…) sono quelle che vedono l’uomo sbeffeggiato, umiliato, deriso all’eccesso. Ho visto diversi video e la scenetta è quasi sempre la solita: una o più donne che si prendono gioco dell’uomo di turno, verbalmente e fisicamente. So benissimo che il più delle volte lo slave interessato adora essere trattato così, ma tutto quanto assume un che di posticcio soprattutto perché il più delle volte le domme coinvolte sono pagate e si percepisce la loro totale assenza di coinvolgimento. C’è da aggiungere che dietro alcune Domme con le quali ho avuto modo di parlare si nascondono purtroppo donne che odiano gli uomini, che li disprezzano profondamente e che colgono l’occasione della dominazione per poter dare sfogo al loro odio, alla loro voglia di rivalsa, alla loro misantropia (ho fatto l’esempio opposto parlando di alcuni Dom/Master con i quali mi è capitato di scambiare due chiacchiere nel mio articolo sul BDSM secondo me).
Ho potuto notare però un piccolo spiraglio: esiste la branca così detta della Gentle FemDom (GFD), ho trovato parecchi blog su Tumblr che ne trattano e ho parlato con alcuni di loro. Sono principalmente persone molto giovani, ventenni o giù di lì, e sopratutto non italiani. Credo sia un fenomeno più americano/anglosassone che si sta facendo strada per differenziarsi dal mondo Femdom più classico. Una dominazione che a tratti è molto romantica e tenera pur mantenendo la fermezza e la rigidità necessaria nei momenti clou. Molta attenzione al sub space e all’aftercare da parte della Mistress e in generale un atteggiamento di cura e connessione fra i due ruoli.

Ho questo articolo in bozza da diversi mesi. Volevo parlare in generale della dominazione femminile ma nel frattempo sono stata sempre più coinvolta da queste dinamiche tanto da spingermi a cercare dei sub per poter mettere in pratica le cose che avevo in mente. Sono stata fortunata e ho trovato delle persone interessanti, con alcuni sono riuscita ad incontrarmi, con altri rimaniamo in contatto e contiamo di vederci a breve. Non lo avrei detto un anno fa, non come riesco a dirlo ora, ma mi piace da morire dominare. Mi piace la sensazione di avere il controllo fra le mie mani, quello splendido dono che è la sottomissione e la fiducia e il rispetto che ne consegue. Io voglio essere quella donna nella foto qui sopra, lo sguardo dentro gli occhi fiduciosi del mio sottomesso, i miei occhi che lo rassicurano e che gli dicono “So cosa vuoi. Hai la mia attenzione e il mio rispetto più totale, ti farò soffrire, ti farò tremare, ti farò urlare e ti farò implorare pietà, ma non ti farò mai del male”. Mi piace in particolare tutto quello che ruota attorno al controllo dell’orgasmo, il Tease & Denial, la castità, l’orgasmo forzato, l’orgasmo rovinato. Sto studiando tanto e chi mi segue su Tumblr lo avrà visto dalla virata che ha subito il mio flusso di reblog :). Qualcosa come dicevo l’ho già messo in pratica, altro arriverà, spero a breve.

Torno su questo blog dopo un lungo silenzio, c’è stato un profondo terremoto emotivo che andava gestito e metabolizzato lontano da qui e dalla scrittura. Ho ricominciato a pubblicare i miei racconti su EroticiRacconti.it, una sorta di ritorno alle origini non indolore.
Eccomi ora con una nuova Nora, il suo personaggio avrà una nuova vita, più piena e più completa, sempre più addentro ai meandri del piacere. E chissà che non ritorni anche qualche vecchia conoscenza… Rimanete sintonizzati 😉

 

Tu

Lei ha gli occhi sul monitor, la mente invece vaga. L’atteggiamento a metà tra lo stanco e il critico di chi ne ha già letti tanti, troppi , di racconti.. di chi ha già visto prose eccitanti sbiadire di colpo sotto infelici forme verbali o cadute di stile, di chi ha sentito come unico brivido dopo pagine di lettura il fastidio per un’accento sbagliato (no, non è casuale scritto così) o un genere, anzi gender, non preciso..
Legge. Per metà distratta, lievemente eccitata, in parte annoiata..
Poi qualcosa la blocca. Quella pagina. Quelle parole. Quasi come specchio, oggetto comune a che contiene sempre un’ancestrale magia e un po’ intimorisce. Quasi come il foro della serratura, da cui sbirciare per vedere.. vedersi.
Senza accorgersene e soprattutto senza apparente motivo cambia posizione, allarga appena le gambe e le braccia. Sempre senza sapere perchè, le dita sfiorano appena la sua stessa pelle, oltre i vestiti leggeri e casuali di chi si sta prendendo un po’ di tempo da sola, nell’intima tranquillità di ambienti familiari.
Gli occhi non si staccano, il ritmo della lettura cresce, e domina l’impulso ma solo apparentemente.. “Tocca. Ora”.
Come se l’avesse sentito, come se l’eco brillasse dentro obbedisce, si sfiora, quasi meccanicamente, ma indubbiamente un gesto che non lascia equivoci..
Già sta per fermarsi, ride quasi, pensando che in fondo è una cazzata e neanche scritta bene ma.. why not? Sta al gioco.. “pizzicali. prima uno, poi l’altro..”
La sensazione di indefinitezza, così simile a quella che la prende ogni volta poggia gli occhi sul Tirreno la sorprende, è illogica, irrazionale.. parole casuali scritte da un anonimo, anzi, uno pseudonimo, con cui ha scambiato qualche commento e nulla più..
.. ma intanto la mano è scesa ancora, sfiora, lieve, senza fretta, ma senza smettere del tutto.
Un dolce deliquio prolungato, quasi esitante, accennato..
“Finisce qui. Per stavolta. Ma tu.. TU, lo sai parlo a te.. NON SMETTERE”.

“Il tributo più profondo che una Donna possa dare a un uomo non è concedergli il proprio corpo, ma dedicargli un orgasmo, un istante di abbandono infinito”. D.P.

02/09/2016


Questo pezzo non l’ho scritto io, ma ci tengo che rimanga qui, fra gli scritti del mio blog. È una splendida dedica ad una lettrice di racconti erotici un po’ troppo esigente, fastidiosamente secchiona. Ma la tenerezza che si legge fra le righe è riconciliante, rassicurante.
Anche una fastidiosa secchiona può avere uno sguardo indulgente e sorridente ad osservarla.

DeeDee

Mi ricordo quando pubblicasti questo post, allora non ne capii il motivo ma non chiesi. Ieri rovistando l’ho ritrovato e ha preso sicuramente un altro significato, doloroso e lancinante.

Show must go on. Sei sicuro Dee? No io credo di no, non deve per forza andare avanti, almeno non il mio piccolo show fatto di raccontini e zozzerie e leggerezza. Il mio ridicolo spettacolino si ferma, almeno fin quando il cuore non mi farà un po’ meno male.

Momento romantico <3

Perchè l’amore non è nel cuore, ma è riconoscersi dall’odore.

Oggi ce l’ho in testa. Dedicata al mio amore, fatto di tantissima gioia ma anche di noia :-*

In un giorno di pioggia

Oggi va così, per quanto la primavera ormai imperversi fra alti e bassi, mi è venuta in mente questa canzone. Atmosfere irlandesi, voglia di evasione completa.

Reblog + Disegnino: AQUAGYM

Sorgente: AQUAGYM

Altro disegnino altro reblog! Ringrazio davvero Andrea per questa illustrazione, mi piace tantissimo il fatto che abbia utilizzato la foto che avevo scelto io.

Approfitto della sua disponibilità per rispolverare qualche vecchio racconto di Nora, quelli che hanno meno letture, forse sono sfuggiti ai più. Mi rendo conto di avere una bella collezione di zozzate qui sul blog, capisco ci sia l’imbarazzo della scelta e si vada sulle ultime pubblicazioni 🙂

Buona lettura e buona visione 😉

Saggezze by Chezliza :)

via Meditate gente meditate. — Chezliza