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Tu

Lei ha gli occhi sul monitor, la mente invece vaga. L’atteggiamento a metà tra lo stanco e il critico di chi ne ha già letti tanti, troppi , di racconti.. di chi ha già visto prose eccitanti sbiadire di colpo sotto infelici forme verbali o cadute di stile, di chi ha sentito come unico brivido dopo pagine di lettura il fastidio per un’accento sbagliato (no, non è casuale scritto così) o un genere, anzi gender, non preciso..
Legge. Per metà distratta, lievemente eccitata, in parte annoiata..
Poi qualcosa la blocca. Quella pagina. Quelle parole. Quasi come specchio, oggetto comune a che contiene sempre un’ancestrale magia e un po’ intimorisce. Quasi come il foro della serratura, da cui sbirciare per vedere.. vedersi.
Senza accorgersene e soprattutto senza apparente motivo cambia posizione, allarga appena le gambe e le braccia. Sempre senza sapere perchè, le dita sfiorano appena la sua stessa pelle, oltre i vestiti leggeri e casuali di chi si sta prendendo un po’ di tempo da sola, nell’intima tranquillità di ambienti familiari.
Gli occhi non si staccano, il ritmo della lettura cresce, e domina l’impulso ma solo apparentemente.. “Tocca. Ora”.
Come se l’avesse sentito, come se l’eco brillasse dentro obbedisce, si sfiora, quasi meccanicamente, ma indubbiamente un gesto che non lascia equivoci..
Già sta per fermarsi, ride quasi, pensando che in fondo è una cazzata e neanche scritta bene ma.. why not? Sta al gioco.. “pizzicali. prima uno, poi l’altro..”
La sensazione di indefinitezza, così simile a quella che la prende ogni volta poggia gli occhi sul Tirreno la sorprende, è illogica, irrazionale.. parole casuali scritte da un anonimo, anzi, uno pseudonimo, con cui ha scambiato qualche commento e nulla più..
.. ma intanto la mano è scesa ancora, sfiora, lieve, senza fretta, ma senza smettere del tutto.
Un dolce deliquio prolungato, quasi esitante, accennato..
“Finisce qui. Per stavolta. Ma tu.. TU, lo sai parlo a te.. NON SMETTERE”.

“Il tributo più profondo che una Donna possa dare a un uomo non è concedergli il proprio corpo, ma dedicargli un orgasmo, un istante di abbandono infinito”. D.P.

02/09/2016


Questo pezzo non l’ho scritto io, ma ci tengo che rimanga qui, fra gli scritti del mio blog. È una splendida dedica ad una lettrice di racconti erotici un po’ troppo esigente, fastidiosamente secchiona. Ma la tenerezza che si legge fra le righe è riconciliante, rassicurante.
Anche una fastidiosa secchiona può avere uno sguardo indulgente e sorridente ad osservarla.

Sempre disegni di Nora

Nora riprodotta in ogni modo. I miei amici blogger vogliono troppo bene alla nostra eroina, qui la vediamo quando, secchiona e già piccola nerd in erba, si preparava per la giornata scolastica, carinissima eh?
Grazie Adriano :-*

via Little Nora. — Quattro chiacchiere sul blog

Reblog + Disegnino: THE HUNTING PREY

Eccoci, dopo aver ricevuto lo splendido disegnino di Andrea, procedo a reblogare anche questo che, pensa un po’, è il primo racconto in assoluto che ho scritto con Nora protagonista. E casualmente la sua stesura risale proprio a un annetto fa, metà marzo all’incirca del 2016. Devo dire che ne ha fatti di passi la nostra Nora da allora, ma sempre passi molto sensuali e coinvolgenti 🙂

Buona lettura e un grazie ad Andrea per la splendida illustrazione.

Noras Erotica

Un venerdì lavorativo fra i più pesanti degli ultimi mesi, lungo, estenuante. Domani è sabato, sveglia puntata alle 10 per quel noiosissimo matrimonio.– Non ho proprio voglia di vedere tutti quei parenti in una volta sola… – Nora cammina lenta e pensa, finché non si ritrova ferma davanti a un bar, indecisa fra il tornare a casa e lasciarsi svenire sul letto oppure entrare in quel bar per scaldarsi e scaricare un po’ la tensione. Osserva l’interno del locale dalla vetrina; fuori fa fresco è tardi, è già buio e lei ha solo voglia di un po’ di calore.
Decide di entrare e si siede in uno sgabello alto, al bancone. Ordina una tequila liscia, incurante dello sguardo del barista.
Si guarda in giro e sbircia dallo specchio davanti a lei i volti e l’aspetto degli astanti.
La colpisce in particolare la presenza di due uomini seduti a un…

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Reblog + Disegnino: AQUAGYM

Sorgente: AQUAGYM

Altro disegnino altro reblog! Ringrazio davvero Andrea per questa illustrazione, mi piace tantissimo il fatto che abbia utilizzato la foto che avevo scelto io.

Approfitto della sua disponibilità per rispolverare qualche vecchio racconto di Nora, quelli che hanno meno letture, forse sono sfuggiti ai più. Mi rendo conto di avere una bella collezione di zozzate qui sul blog, capisco ci sia l’imbarazzo della scelta e si vada sulle ultime pubblicazioni 🙂

Buona lettura e buona visione 😉

Nora e il Professore – Reblog

Periodo di reblog… Ma che volete farci, Andrea si è piacevolmente dedicato ai racconti di Nora e quando posso metto le sue creazioni come immagini in evidenza dei racconti corrispondenti.
Questo è SPLENDIDO! Estremamente preciso.
Grazie ancora Andrea! 🙂

https://andream2016.wordpress.com/

SHIBARI – Reblog

Sorgente: SHIBARI 

Reblog del mio pezzo sullo Shibari, con l’immagine in evidenza gentilmente fornita da Andrea. Io lo eleggo illustratore ufficiale delle avventure di Nora 🙂

Aggiungo qui nel reblog il video che mi ha ispirata nella scrittura del pezzo. L’ho riprodotto quasi fedelmente… quasi, qualcosa l’ho aggiunta di mio pugno 😛

Trenino di Capodanno

Questo non è un mio racconto, lo ha scritto mio marito, il mio Padrone. Pur essendo una fantasia è un racconto molto intimo e personale, ne viene fuori una Nora ben tratteggiata, tratteggiata da mano molto esperta perché chi meglio di lui può farlo, mi conosce così bene e da così tanto tempo 🙂

Buona lettura


Ho sempre avuto gusti particolari.

Amo la sua intelligenza, ancora prima di amare il suo culo. Amo anche la sua leggera superbia, e il suo essere presuntuosa. Sono caratteristiche che riesce a mascherare molto bene con gli altri.
Ma non con me.
In modo analogo, anche lei, è da sempre attratta da uomini dotati di un certo spessore mentale.
Meglio se superano il metro e ottanta e, senza ipocrisie, se dotati di un cazzo degno di nota.

A tal proposito ricordo con grande eccitazione un episodio, capitato lo scorso anno.
Le feste natalizie erano passate molto bene, tranquille. Uscivamo da un mese di discussioni, causate dalla gelosia. Da un po di tempo mi accusava di fare il “piacione” con alcune clienti. In cuor mio sapevo che aveva ragione, non sono mai stato un santo. Ma allo stesso tempo non sopportavo quell’atteggiamento da finta perbenista, che puntualmente tirava fuori solo quando le faceva comodo.
Infatti sapevo bene quanto sbavava dietro un collega. Ma facevo finta di niente. Anzi, diciamo che se avesse deciso di farsi scopare, mi sarebbe piaciuto sapere come avrebbe reagito, dopo diciotto anni, davanti a un cazzo diverso e, probabilmente, più grosso del mio.

Due giorni prima di capodanno, mentre facevamo il letto, parlavamo di cosa fare o non fare per la cena del trentuno.
Una coppia di amici aveva rifiutato l’invito all’ultimo momento, quindi saremmo stati soli.

– “Perché non inviti quel tuo collega?”
– “Quale?”
– “Lo sai benissimo…”

Non la guardavo neanche in faccia. Ma sapevo che espressione aveva il suo viso. La sua voce, perdendo la sua solita tonalità da intellettuale stronza, rispose flebilmente.

– “Ah…”
– “Quindi? Lo invitiamo o no?”

Si sedette sul letto, poggiando le mani sulle cosce. Il suo viso, mascherato da un sorrisino forzato, stava già elaborando una scusa. Continua a leggere