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Fantasie di dominazione

Cucciolo… Ma sei sempre malaticcio 😔

Ciao Miss Nora, eh si ma perché L’altro giorno mi sono beccato in pieno la pioggia mentre ero in bici 😞

Ma povero…

ma stamattina sono andato dal dottore quindi finalmente ho qualcosa di più forte, speriamo che mi passi 🙂

Ma sì
Sei un bel cucciolo forte

grazie mille Miss 😙 poi comunque oggi mi sono capitate anche cose belle

Ah sì?
Tipo?

beh per prima cosa ho trovato questa gif semplicemente bellissima

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e per seconda cosa ho contattato ex capi e tutti hanno accettato a scrivere una lettera di raccomandazione

Ci sono novità in vista?

in che senso Miss? 🙂

Non so, lettere di raccomandazioni, lavoro?

ah beh speriamo 😊 si sto cercando un po di lavori qua e la, poi mi sono iscritto su questo sito di freelancing quindi forse riesco a fare un paio di euro in più

E lo studio?

continuo naturalmente 😊

Ah meno male
E sul versante bdsm? Qualcosa di nuovo?

no no Miss assolutamente no 😞
tu? 😊

Niente? Oh…
Io allora… Sono in stop
Ho fatto un po’ di repulisti

repulisti?

Mi sono liberata di tutti quelli che avevano
relazioni e che vivevano il bdsm di nascosto

ohhhhhhh ok perché Miss? è successo qualcosa?

Mi sto decisamente indirizzando verso
una visione più “etica” e poliamorosa, non voglio essere parte di sotterfugi.
È solo che mi sono scocciata di tutta questa non chiarezza

beh ha senso 😊

Bravo cucciolo…
Ho invece ricevuto parecchie resistenze dai diretti interessati…

oh no 😞 che stupidi! eh Miss qualche volta la gente non capisce 😟

Qualche volta? Ah cucciolo…
È un mondo difficile… 😁

“qualche volta” 😅 Continua a leggere

Miss Nora – Ricominciamo?

INCOMPIUTO… scritto di getto subito dopo il suo predecessore è stato poi abbandonato dove vedete. Conosco la meta ma non so come arrivarci, per ora. Lo condivido sperando di recuperare un filo da seguire.


[PROSEGUE DA MISS NORA – CHE CAMBIAMENTI]

“Nora, cazzo slegami!” Simone è infuriato, respira affannosamente, si agita e tira. Nora cerca di slegare i nodi ma le mani le tremano e non riesce neanche a parlare. In più l’agitazione di Simone non l’aiuta. Alla fine recupera un po’ di lucidità nonostante la situazione concitata. Si alza dal letto e afferra le forbici di sicurezza, recide la corda e libera Simone. Lui si alza di scatto ed esce dalla stanza come un fulmine.
Nora rimane sola, si siede sconsolata sul letto fissando il pavimento. Simone. Con tutti quelli che potevano capitarle, doveva capitarle proprio lui. E avrebbe dovuto riconoscerlo, il suo fisico, le sue labbra, il suo cazzo! Nella mente le torna vivida l’ultima volta che si sono visti, quel momento orribile è marchiato a fuoco nella sua memoria ma in questo anno era quasi riuscita a scostare lo sguardo da quelle immagini dolorose. Non sa cosa dirgli, non sa che fare, rimane così per un tempo che non riesce a calcolare. In automatico comincia a recuperare le sue cose, lentamente le ripone nella borsa. Non vede l’ora di uscire da questa casa e allo stesso tempo sente di dover dire qualcosa. Ma non riesce a fiatare dallo sgomento che la pervade. Si alza e recupera i suoi vestiti, si infila la gonna tirandosela sui fianchi con aria mesta. Continua a leggere

Raccontami una fantasia…

La sua puttanella

Ci tengo a ringraziare l’utente tumblr http://justanothertart.tumblr.com per avermi concesso l’uso della sua splendida immagine per abbellire il racconto.

Questo racconto mi è stato consegnato direttamente dalle parole del protagonista. Lo ringrazio per avermi permesso di personalizzarlo secondo il mio stile e spero di aver reso giustizia alla sua esperienza. Vi ricordo che potete inviarmi le vostre esperienze o fantasie tramite il modulo che trovate nella scheda “Vuoi Contattarmi?”


Filippo è in sala relax, aspetta paziente che la macchinetta rilasci il suo caffè ristretto. Lo sguardo perso, la mente vaga e torna agli avvenimenti della scorsa notte. Non riesce ancora a capacitarsi di quanto sia successo, rivede le immagini passargli davanti agli occhi, i gemiti, i suoi stessi gemiti, le sensazioni così contrastanti e quella voglia di andare sempre più a fondo, di lasciarsi andare completamente.
“Beh… il caffè lo devi bere o lo vuoi solo ammirare?”
Una voce maschile lo riporta alla realtà. Afferra il bicchierino e fa una smorfia al collega. Si siede sulla sedia che dà proprio sulla porta aperta. Giusto il tempo di soffiare sul caffè ed ecco che da lontano sente arrivare un passo femminile, tacchi rumorosi con cadenza costante e sicura. Il cuore comincia a battergli forte nel petto. È lei. Entra dalla porta, uno sguardo fugace ai pochi presenti e poi punta i suoi occhi scuri su di lui, lui che non può fare a meno di rizzarsi sulla sedia come uno scolaretto all’ingresso del preside in classe. Un sorriso beffardo sulle labbra di lei, lo lascia deglutire, lo scruta mentre comincia a contorcersi dall’imbarazzo.
“Buongiorno Filippo, come stai?”

L’appuntamento era per le 20, a casa di Federica. Il marito non sarebbe stato in casa e lei gli aveva chiesto un po’ di compagnia, magari una pizza insieme. Sapeva che non avrebbe rifiutato, avevano avuto qualche avventura, tutte consumate in auto quando lui si offriva di accompagnarla a casa dal lavoro. Niente di speciale, uno o due pompini, solo una volta lei gli fece annusare la sua figa, in macchina e sotto casa di lei non era il posto migliore per mettersi comodi davanti a occhi indiscreti.
Era particolarmente eccitato dalla possibilità di stare da solo con lei a casa sua, forse sarebbe riuscito ad ottenere un po’ di intimità, finalmente dopo tanti incontri così fugaci e superficiali.
Lei lo accoglie sorridente sull’uscio, gli scuri capelli fluenti le si appoggiano morbidamente sulle spalle nude, un leggero vestito con spalline sottili. Lui rimane quasi senza fiato nel vederla.
“Dai su entra, ho già ordinato le pizze, staranno per arrivare, mi hanno detto che la consegna sarebbe stata per le 20.15, intanto beviamo qualcosa di fresco, seguimi in cucina”.
“Sì grazie… in effetti fa molto caldo fuori”. Sente delle gocce di sudore rigargli la fronte, il cuore galoppa nel petto, sente la faccia in fiamme. La segue docile fissando come un cagnolino quei fianchi ondeggianti che lo guidano verso la cucina. Solo una volta arrivato si rende conto di stringere ancora fra le mani un mazzo di rose che voleva darle appena arrivato.
“Ah, queste sono per te”. Gliele porge in una maniera goffissima.
“Ma certo che sono per me, l’ho capito scemo, adesso cerco un vaso dove metterle. Cosa vuoi bere? Un po’ di vino? Della birra?”
“N-no… sono astemio non bevo, mi basta dell’acqua”.
“Ahahah, dovevo immaginarlo, certo, astemio”. La sua risata lo colpisce al basso ventre, come uno stiletto. Quel tono canzonatorio lo mette a disagio più per la strana eccitazione che gli suscita che per l’essere costantemente messo in ridicolo.
Gli porge il bicchiere di acqua fresca avvicinandosi fin troppo. Lo guarda fisso negli occhi.
“Non avevo mai notato che avessi degli occhi di un verde così scuro, sono belli, e che belle ciglia. Chissà come staresti con un po’ di mascara?”
La frase lo fa irrigidire, ma averla così vicina  al suo viso aumenta a dismisura l’emozione. Allunga una mano verso di lei per cingerle la vita quando suonano alla porta.
“Ah, deve essere il ragazzo con le pizze, vai tu a pagare vero?”
“Certo…”. Si precipita alla porta con il portafogli in mano.

Le pizze finiscono in men che non si dica, fra poche chiacchiere e un po’ di imbarazzo da parte di Filippo che sente gli occhi di Federica scrutarlo costantemente come a volerlo frugare nell’intimo.
“Dai, sediamoci sul divano” Si alzano dalle sedie e si accomodano sul divano, Filippo sempre un po’ rigido e impacciato. Prova ad avvicinarsi un po’ a lei, ma Federica si scosta per recuperare il cellulare, si allontana da lui e gli scatta una foto all’improvviso.
“Ma… perché mi hai fatto una foto?”
“Sei carino con quel faccino imbambolato, volevo fartela e l’ho fatta!” Risponde distrattamente digitando veloce sulla tastiera, senza guardarlo. Finisce di scrivere e solleva lo sguardo, lo fissa con determinazione.
“Ho voglia di vestirti da donna. Proviamo?” Continua a leggere

Di Femdom e di altre novità

La foto qui sopra la scelsi per un mio racconto, On the Road. Il tema era la dominazione al femminile, questa immagine mi parve essere proprio calzante per la scena che avevo cercato di descrivere, per visualizzare il rapporto fra la Mistress e il suo slave. Gli sguardi sono profondamente collegati, si percepisce la sottomissione ma al contempo si avverte la cura e l’attenzione che stanno alla base del rapporto di dominazione; non voglio declassare l’immagine ma vista la situazione (collare e guinzaglio), se al posto dell’uomo ci fosse un cane con la sua padrona, credo vedremmo gli stessi sguardi. Trovo sia un’immagine molto tenera e vi assicuro che non è facile trovare immagini di questo tipo quando ci si appresta a curiosare nel mondo del Femdom.

Le immagini che la fanno da padrona (scusate il gioco di parole…) sono quelle che vedono l’uomo sbeffeggiato, umiliato, deriso all’eccesso. Ho visto diversi video e la scenetta è quasi sempre la solita: una o più donne che si prendono gioco dell’uomo di turno, verbalmente e fisicamente. So benissimo che il più delle volte lo slave interessato adora essere trattato così, ma tutto quanto assume un che di posticcio soprattutto perché il più delle volte le domme coinvolte sono pagate e si percepisce la loro totale assenza di coinvolgimento. C’è da aggiungere che dietro alcune Domme con le quali ho avuto modo di parlare si nascondono purtroppo donne che odiano gli uomini, che li disprezzano profondamente e che colgono l’occasione della dominazione per poter dare sfogo al loro odio, alla loro voglia di rivalsa, alla loro misantropia (ho fatto l’esempio opposto parlando di alcuni Dom/Master con i quali mi è capitato di scambiare due chiacchiere nel mio articolo sul BDSM secondo me).
Ho potuto notare però un piccolo spiraglio: esiste la branca così detta della Gentle FemDom (GFD), ho trovato parecchi blog su Tumblr che ne trattano e ho parlato con alcuni di loro. Sono principalmente persone molto giovani, ventenni o giù di lì, e sopratutto non italiani. Credo sia un fenomeno più americano/anglosassone che si sta facendo strada per differenziarsi dal mondo Femdom più classico. Una dominazione che a tratti è molto romantica e tenera pur mantenendo la fermezza e la rigidità necessaria nei momenti clou. Molta attenzione al sub space e all’aftercare da parte della Mistress e in generale un atteggiamento di cura e connessione fra i due ruoli. Continua a leggere

E alla fine arriva Ste – Cap. 5 (Primavera)

Marzo

“Non ci posso credere che finalmente ti sei decisa a buttare quel vecchio trabiccolo di cellulare”.
Nora è sul divano intenta a configurare il nuovo cellulare appena acquistato quando Simone entra nel salone, di rientro da lavoro. Nora gli sposta buste e carte disseminate sul divano per fargli spazio.
“Beh ma sai che ci ero affezionata…”, si sporge per ricevere il suo bacio.
“Sì ho capito, ma da una geek come te non mi aspettavo tanta fedeltà per un modello ormai superato da anni. Se non si fosse accidentalmente frantumato a terra probabilmente non lo avresti cambiato mai…”
Nora si blocca di scatto e fissa Simone con sguardo torvo.
“Mi stai dicendo che non è stato un incidente?”
“Ma certo che è stato un incidente… Ma diciamo che avevo già comprato il buono da regalarti per il compleanno e guarda un po’ che tempismo eh? Solo un po’ in anticipo… hai finito di trasferire tutto?”, Simone si abbandona pesantemente sullo schienale, una mano si infila sotto la maglietta di Nora ad accarezzarle la schiena mentre lei è ancora curva sul monitor.
“Sì quasi… sto finendo di configurarlo.”
“Come è andata la giornata piccola?”
“Bene, intensa… Mi hanno proposto un trasferimento di sede, sai?”
“Davvero? E dove?”
“Milano… Un grosso avanzamento di carriera. Ma non ho voglia di andare a Milano… ci incasineremmo io e te… Dovrei cambiare completamente ambiente…”
“Potrei chiedere anche io il trasferimento, la mia azienda ha una sede a Milano… non credo mi farebbero problemi con tutte le trasferte che faccio… Pensaci meglio, non dire subito di no”
“Non so, non sono per niente convinta. Milano non è proprio la città per me e so che i colleghi là sono molto agguerriti, non ho voglia di giocare al massacro”
“Beh, non rispondere di getto, datti qualche giorno per pensarci… Noi comunque troveremo un modo…”
La mano di Simone si infila nei pantaloni, accarezza lieve i glutei di Nora.
“Ah! Dimenticavo! Ho messo in freezer delle birre artigianali che ho comprato! Corro a toglierle!”, Nora si alza di scatto lanciando il cellulare sul divano. Si dirige in cucina.
“… ne vuoi assaggiare una Simo?”, gli urla dalla cucina mentre ripone le bottiglie sul tavolo. Non riceve risposta e si sporge dalla porta nel momento in cui Simone si avvicina camminando verso di lei.
“Chi è Ste?” Continua a leggere

Pensiero stupendo

– Padrone ho mal di testa 😦
– Ma come?… Prendi qualcosa… allora stasera ti riposi ok?
– Va bene…

Procede con la preparazione della cena, un antidolorifico per scacciare via quella dolorosa tensione che le imprigiona testa e cervicale, il tempo umido degli ultimi giorni non ha giovato. Cerca di rilassarsi sul divano mentre il brasato brontola sommessamente nella pentola.

Gli occhi socchiusi, la stanza in penombra, silenzio in tutta la casa. Il cellulare vibra.

– Amore mio ti devo raccontare una cosa incredibile!!
– Dimmi, che succede?

Con un fitto scambio di messaggi le racconta di aver incontrato una vecchia amica. Fra battute e scherzi viene fuori di improvviso che è una Mistress. Lei sorride allo schermo con vera sorpresa. Ricorda il volto di quella donna, la sua eleganza così naturale. Lui continua a scriverle con trasporto, le dice di essersi aperto con lei, le ha raccontato di loro due e del loro rapporto, lei percepisce la gioia e il sollievo di poter parlare con qualcuno di fidato di una cosa così difficile da esprimere ai più. È una bella sensazione e riesce a provarla di rimando.

Torna a casa, accolto dalle braccia della sua schiava che sta terminando di preparare la tavola.
“Come stai? Perché è apparecchiato solo per me?”
“Sto meglio, ma l’antidolorifico… mi ha fatto passare il mal di testa ma mi ha fatto venire mal di stomaco…”
“Ma, lo hai preso a digiuno??”
“Sì Padrone… ho mangiato una cosina ma non deve essere stato sufficiente… Mi preparo una camomilla”

Dopo cena sul divano, lei da un lato e lui dall’altro, alla tv un programma a caso in sottofondo. Distanti ma solo fisicamente riprendono quella eccitante conversazione. Lei domanda curiosa, vuole dettagli, lui risponde a tutto con frizzante euforia. Si sposta per accoccolarsi sulle gambe di lui, poggia la testa sul suo grembo e abbraccia la sua coscia. Continuano a parlare fitto.

“Padrone…”
“Dimmi”
“Sai che non mi fa più male lo stomaco?”
“Ah sì?”

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