Archivi tag: erotica

La buonanotte

Il testo che segue è una traduzione di un breve racconto che trovate a questo indirizzo: https://usethepleasureboy.tumblr.com/post/165248140018/she-wore-sweatpants-and-a-big-soft-sweater-to-bed
Ringrazio l’autore per avermi concesso di tradurre il suo pezzo e di pubblicarlo sul mio blog.


Indossava i pantaloni di una tuta e una maglia grande e morbida per andare a letto, ma non mi avrebbe fatto entrare sotto le coperte se non mi fossi spogliato completamente nudo.

“Perché tu puoi mettere il pigiama e io no?”
Sorride. “Perché ti terrò così stretto a me che non sentirai freddo. Inoltre tu sei mio e se avessi voglia di toccarti non voglio che ci siano abiti ad ostacolarmi”
Arrossisco e scosto lo sguardo quando mi dice che sono suo. Nota la mia esitazione, si tira su, fa scivolare le dita sotto l’elastico delle mutande e le tira giù. Sospiro, non voglio dargliela vinta così, ma mi ritrovo a sollevare un piede e poi l’altro per permetterle di toglierle del tutto. Sorride “Vedi? Non è così male. Ora solleva le braccia”. Le sollevo lentamente, lei mi tira via la maglia e fa scorrere le sue mani sul mio corpo nudo. Mi guarda negli occhi e lascia un bacio sul mio addome. Continua a leggere

Miss Nora – Ricominciamo?

INCOMPIUTO… scritto di getto subito dopo il suo predecessore è stato poi abbandonato dove vedete. Conosco la meta ma non so come arrivarci, per ora. Lo condivido sperando di recuperare un filo da seguire.


[PROSEGUE DA MISS NORA – CHE CAMBIAMENTI]

“Nora, cazzo slegami!” Simone è infuriato, respira affannosamente, si agita e tira. Nora cerca di slegare i nodi ma le mani le tremano e non riesce neanche a parlare. In più l’agitazione di Simone non l’aiuta. Alla fine recupera un po’ di lucidità nonostante la situazione concitata. Si alza dal letto e afferra le forbici di sicurezza, recide la corda e libera Simone. Lui si alza di scatto ed esce dalla stanza come un fulmine.
Nora rimane sola, si siede sconsolata sul letto fissando il pavimento. Simone. Con tutti quelli che potevano capitarle, doveva capitarle proprio lui. E avrebbe dovuto riconoscerlo, il suo fisico, le sue labbra, il suo cazzo! Nella mente le torna vivida l’ultima volta che si sono visti, quel momento orribile è marchiato a fuoco nella sua memoria ma in questo anno era quasi riuscita a scostare lo sguardo da quelle immagini dolorose. Non sa cosa dirgli, non sa che fare, rimane così per un tempo che non riesce a calcolare. In automatico comincia a recuperare le sue cose, lentamente le ripone nella borsa. Non vede l’ora di uscire da questa casa e allo stesso tempo sente di dover dire qualcosa. Ma non riesce a fiatare dallo sgomento che la pervade. Si alza e recupera i suoi vestiti, si infila la gonna tirandosela sui fianchi con aria mesta. Continua a leggere

Raccontami una fantasia…

E alla fine arriva Ste – Cap. 5 (Primavera)

Marzo

“Non ci posso credere che finalmente ti sei decisa a buttare quel vecchio trabiccolo di cellulare”.
Nora è sul divano intenta a configurare il nuovo cellulare appena acquistato quando Simone entra nel salone, di rientro da lavoro. Nora gli sposta buste e carte disseminate sul divano per fargli spazio.
“Beh ma sai che ci ero affezionata…”, si sporge per ricevere il suo bacio.
“Sì ho capito, ma da una geek come te non mi aspettavo tanta fedeltà per un modello ormai superato da anni. Se non si fosse accidentalmente frantumato a terra probabilmente non lo avresti cambiato mai…”
Nora si blocca di scatto e fissa Simone con sguardo torvo.
“Mi stai dicendo che non è stato un incidente?”
“Ma certo che è stato un incidente… Ma diciamo che avevo già comprato il buono da regalarti per il compleanno e guarda un po’ che tempismo eh? Solo un po’ in anticipo… hai finito di trasferire tutto?”, Simone si abbandona pesantemente sullo schienale, una mano si infila sotto la maglietta di Nora ad accarezzarle la schiena mentre lei è ancora curva sul monitor.
“Sì quasi… sto finendo di configurarlo.”
“Come è andata la giornata piccola?”
“Bene, intensa… Mi hanno proposto un trasferimento di sede, sai?”
“Davvero? E dove?”
“Milano… Un grosso avanzamento di carriera. Ma non ho voglia di andare a Milano… ci incasineremmo io e te… Dovrei cambiare completamente ambiente…”
“Potrei chiedere anche io il trasferimento, la mia azienda ha una sede a Milano… non credo mi farebbero problemi con tutte le trasferte che faccio… Pensaci meglio, non dire subito di no”
“Non so, non sono per niente convinta. Milano non è proprio la città per me e so che i colleghi là sono molto agguerriti, non ho voglia di giocare al massacro”
“Beh, non rispondere di getto, datti qualche giorno per pensarci… Noi comunque troveremo un modo…”
La mano di Simone si infila nei pantaloni, accarezza lieve i glutei di Nora.
“Ah! Dimenticavo! Ho messo in freezer delle birre artigianali che ho comprato! Corro a toglierle!”, Nora si alza di scatto lanciando il cellulare sul divano. Si dirige in cucina.
“… ne vuoi assaggiare una Simo?”, gli urla dalla cucina mentre ripone le bottiglie sul tavolo. Non riceve risposta e si sporge dalla porta nel momento in cui Simone si avvicina camminando verso di lei.
“Chi è Ste?” Continua a leggere

Scrivere l’erotico

Di recente mi è stato suggerito un articolo interessante che tratta del fenomeno dell’erotismo scritto. In fin dei conti sembra che la qualità dello scritto possa anche passare in secondo piano perché l’erotico in un modo o nell’altro vende sempre e comunque. Certo da lettori con un minimo di capacità critica ci si rende conto quando ci si trova davanti al famoso svuotapalle o quando invece si riesce a leggere un pezzo scritto con cura e attenzione.

Da questo articolo ho recuperato il titolo di un libro che ho intenzione di leggere, La casa dei buchi, potrebbe essere molto interessante come lettura.

Ho riflettuto e ho cercato di elencare cosa mi piace trovare in un racconto erotico. Sono una lettrice poco viziata, mi bastano pochi ingredienti fondamentali: forma corretta e curata, un po’ di contorno (nel senso di ambientazione), pochi voli pindarici. Gli ultimi davvero, devono essere limitati al minimo. Perché lo so, scrivere l’erotico, soprattutto se spinto, necessita dell’utilizzo di termini davvero forti. Vanno usati, poche storie. Mi annoiano quegli autori che creano dei panegirici infiniti per evitare di dire cazzo o figa o per descrivere un rapporto anale. Solo pochissimi sono davvero tanto bravi da non rendere la cosa più che ridicola, credetemi, sono davvero pochissimi.
La ripetizione infinita di cazzo nel testo sicuramente non è, di contro, molto piacevole, ma ecco, usato con misura io non lo trovo poi così volgare, siamo comunque in un testo erotico e, scusate il gioco di parole, è proprio il luogo giusto per dare pene al pene. Ci sono poi quelli che vogliono a tutti i costi spiegare l’emozione dei protagonisti in maniera maniacale, lo trovo un esercizio fine a sé stesso e non aiuta affatto l’eccitazione; credo che le sensazioni vadano abbozzate, suggerite appena al lettore, non si può scendere nel dettaglio, diventa una autopsia di una scena di sesso e si perde davvero il momento erotico. La lettura è qualcosa di molto personale, a maggior ragione negli scritti di natura erotica quello che eccita me può essere poco interessanti per altri, inutile provare a confezionare il pezzo erotico che vada bene a tutti, sempre meglio esprimere il proprio punto di vista le proprie fantasie e voglie con onestà e semplicità, è il modo migliore per comunicare.

Non volevo fare la professorina, sia ben chiaro, è solo una mia piccola riflessione sul tema che può lasciare il tempo che trova oppure può aprire una discussione, chè lo sapete che mi piace tanto chiacchierare 🙂

Qui il link diretto all’articolo:

http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/come-si-scrive-buona-scena-sesso-libri-proibiti-ieri-90136.htm

 

Pensiero stupendo

– Padrone ho mal di testa 😦
– Ma come?… Prendi qualcosa… allora stasera ti riposi ok?
– Va bene…

Procede con la preparazione della cena, un antidolorifico per scacciare via quella dolorosa tensione che le imprigiona testa e cervicale, il tempo umido degli ultimi giorni non ha giovato. Cerca di rilassarsi sul divano mentre il brasato brontola sommessamente nella pentola.

Gli occhi socchiusi, la stanza in penombra, silenzio in tutta la casa. Il cellulare vibra.

– Amore mio ti devo raccontare una cosa incredibile!!
– Dimmi, che succede?

Con un fitto scambio di messaggi le racconta di aver incontrato una vecchia amica. Fra battute e scherzi viene fuori di improvviso che è una Mistress. Lei sorride allo schermo con vera sorpresa. Ricorda il volto di quella donna, la sua eleganza così naturale. Lui continua a scriverle con trasporto, le dice di essersi aperto con lei, le ha raccontato di loro due e del loro rapporto, lei percepisce la gioia e il sollievo di poter parlare con qualcuno di fidato di una cosa così difficile da esprimere ai più. È una bella sensazione e riesce a provarla di rimando.

Torna a casa, accolto dalle braccia della sua schiava che sta terminando di preparare la tavola.
“Come stai? Perché è apparecchiato solo per me?”
“Sto meglio, ma l’antidolorifico… mi ha fatto passare il mal di testa ma mi ha fatto venire mal di stomaco…”
“Ma, lo hai preso a digiuno??”
“Sì Padrone… ho mangiato una cosina ma non deve essere stato sufficiente… Mi preparo una camomilla”

Dopo cena sul divano, lei da un lato e lui dall’altro, alla tv un programma a caso in sottofondo. Distanti ma solo fisicamente riprendono quella eccitante conversazione. Lei domanda curiosa, vuole dettagli, lui risponde a tutto con frizzante euforia. Si sposta per accoccolarsi sulle gambe di lui, poggia la testa sul suo grembo e abbraccia la sua coscia. Continuano a parlare fitto.

“Padrone…”
“Dimmi”
“Sai che non mi fa più male lo stomaco?”
“Ah sì?”

Continua a leggere

La Dea – Alidivelluto+Kinkyora

Le collaborazioni sono sempre molto piacevoli e se a scrivere è Kinkynora, che ringrazio, il risultato è assicurato. Dopo il suo racconto per Gola di velluto abbiamo deciso di riprovarci. Questo è il risultato, frutto della sua capacità narrativa e di un mio disegno. Apre gli occhi e si ritrova in un ambiente sconosciuto, oscuro, sente gli […]

via La dea – in collaborazione con Kinkynora — Ali di Velluto

Beh, quando mi si da il LA con immagini così, la fantasia parte a razzo!

Ringrazio tanto Ali di velluto per avermi offerto questa splendida occasione 🙂