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Sempre disegni di Nora

Nora riprodotta in ogni modo. I miei amici blogger vogliono troppo bene alla nostra eroina, qui la vediamo quando, secchiona e già piccola nerd in erba, si preparava per la giornata scolastica, carinissima eh?
Grazie Adriano :-*

via Little Nora. — Quattro chiacchiere sul blog

Reblog + Disegnino: AQUAGYM

Sorgente: AQUAGYM

Altro disegnino altro reblog! Ringrazio davvero Andrea per questa illustrazione, mi piace tantissimo il fatto che abbia utilizzato la foto che avevo scelto io.

Approfitto della sua disponibilità per rispolverare qualche vecchio racconto di Nora, quelli che hanno meno letture, forse sono sfuggiti ai più. Mi rendo conto di avere una bella collezione di zozzate qui sul blog, capisco ci sia l’imbarazzo della scelta e si vada sulle ultime pubblicazioni 🙂

Buona lettura e buona visione 😉

E alla fine arriva Ste – Cap. 5 (Primavera)

Marzo

“Non ci posso credere che finalmente ti sei decisa a buttare quel vecchio trabiccolo di cellulare”.
Nora è sul divano intenta a configurare il nuovo cellulare appena acquistato quando Simone entra nel salone, di rientro da lavoro. Nora gli sposta buste e carte disseminate sul divano per fargli spazio.
“Beh ma sai che ci ero affezionata…”, si sporge per ricevere il suo bacio.
“Sì ho capito, ma da una geek come te non mi aspettavo tanta fedeltà per un modello ormai superato da anni. Se non si fosse accidentalmente frantumato a terra probabilmente non lo avresti cambiato mai…”
Nora si blocca di scatto e fissa Simone con sguardo torvo.
“Mi stai dicendo che non è stato un incidente?”
“Ma certo che è stato un incidente… Ma diciamo che avevo già comprato il buono da regalarti per il compleanno e guarda un po’ che tempismo eh? Solo un po’ in anticipo… hai finito di trasferire tutto?”, Simone si abbandona pesantemente sullo schienale, una mano si infila sotto la maglietta di Nora ad accarezzarle la schiena mentre lei è ancora curva sul monitor.
“Sì quasi… sto finendo di configurarlo.”
“Come è andata la giornata piccola?”
“Bene, intensa… Mi hanno proposto un trasferimento di sede, sai?”
“Davvero? E dove?”
“Milano… Un grosso avanzamento di carriera. Ma non ho voglia di andare a Milano… ci incasineremmo io e te… Dovrei cambiare completamente ambiente…”
“Potrei chiedere anche io il trasferimento, la mia azienda ha una sede a Milano… non credo mi farebbero problemi con tutte le trasferte che faccio… Pensaci meglio, non dire subito di no”
“Non so, non sono per niente convinta. Milano non è proprio la città per me e so che i colleghi là sono molto agguerriti, non ho voglia di giocare al massacro”
“Beh, non rispondere di getto, datti qualche giorno per pensarci… Noi comunque troveremo un modo…”
La mano di Simone si infila nei pantaloni, accarezza lieve i glutei di Nora.
“Ah! Dimenticavo! Ho messo in freezer delle birre artigianali che ho comprato! Corro a toglierle!”, Nora si alza di scatto lanciando il cellulare sul divano. Si dirige in cucina.
“… ne vuoi assaggiare una Simo?”, gli urla dalla cucina mentre ripone le bottiglie sul tavolo. Non riceve risposta e si sporge dalla porta nel momento in cui Simone si avvicina camminando verso di lei.
“Chi è Ste?” Continua a leggere

Nora e il Professore – Reblog

Periodo di reblog… Ma che volete farci, Andrea si è piacevolmente dedicato ai racconti di Nora e quando posso metto le sue creazioni come immagini in evidenza dei racconti corrispondenti.
Questo è SPLENDIDO! Estremamente preciso.
Grazie ancora Andrea! 🙂

https://andream2016.wordpress.com/

SHIBARI – Reblog

Sorgente: SHIBARI 

Reblog del mio pezzo sullo Shibari, con l’immagine in evidenza gentilmente fornita da Andrea. Io lo eleggo illustratore ufficiale delle avventure di Nora 🙂

Aggiungo qui nel reblog il video che mi ha ispirata nella scrittura del pezzo. L’ho riprodotto quasi fedelmente… quasi, qualcosa l’ho aggiunta di mio pugno 😛

Chi si rivede! – Piccola chiosa

https://sbronzolandia.wordpress.com/2017/02/23/ci-si-rivede/

Il mio amato Sbronzolo ha saputo reggere molto bene il vaffa, lo sapevo, avevo piena fiducia in lui. E ha saputo anche far rimbalzare bene la palla, in un esperimento che mi è venuto in mente solo il giorno prima, mentre guidavo. Avevo questa immagine di Norina che correva inutilmente verso l’autobus perduto e un misterioso motociclista mascherato (dal casco…) che si ferma ad aiutarla con un passaggio. Ha incontrato pochissimi centauri la nostra Nora nelle sue tante avventure e di quei pochi poteva essere solo lui a risponderle per le rime 🙂
Bravo davvero. Questa storia merita una piccola chiosa. Se vi aspettate qualcosa di erotico… boh, secondo me aspetterete invano, almeno per questa volta 😛

“Franco… mamma mia, ti faccio fare un incidente, lo so… non so starci tranquilla…” Nora è in piedi a fianco alla moto, il casco in testa, Franco in sella la guarda di sbilenco senza riuscire a nascondere un sorriso divertito.
“Norina, devi solo tenerti a me, stretta stretta, fammi sentire bene sulla schiena quelle belle tette ahahah!”
Nora gli assesta uno schiaffone sul casco.
“Senti eh! Non farmi pentire di averti perdonato!”, anche lei trattenendo a stento una risata.
“Va bene, monto…”
“Monta monta Nora…dai, che sei brava… me lo ricordo bene…”
“Smettila Franco!! Il momento è molto serio! Potremmo morire a brevissimo!” Nora sale in sella e si sistema arpionandosi alla vita di Franco, ridendo di gusto.
“Sei pronta? chiudi il casco dai che si va… vado piano pianino eh, giuro… ”
“Devo proprio? Posso lasciarlo aperto?”, chiede timidamente Nora
“Ma certo che puoi lasciarlo aperto”

In pochi minuti eccoli, Nora e Franco che girano per le strade di una Milano crepuscolare, una giornata clemente di fine Febbraio. Nora riesce anche a godersi la fresca brezza che le carezza il viso e la vista delle strade che si avvicendano fra rettilinei e curve. La stretta diventa un abbraccio morbido e fra le pochissime parole che si urlano a vicenda nel vento Nora ha il tempo di pensare a quanto le sia mancato questo mattacchione di Franco e quanto sia felice di averlo ritrovato anche se dopo così tanti mesi.

“Franco… non ho più toccato quella bottiglia di Zapata Zacapa, da agosto quando me l’hai fatta aprire… Ti va una pizza e un po’ di compagnia?”
“Ah non so… ho un po’ paura di rientrare nel tuo marasma di scatole”
“Oh dai, le ho sistemate proprio quel sabato, sai?! Mi hai fatto sentire troppo in colpa per quel casino!”
Salgono in automatico le scale, lentamente, chiacchierando e scherzando come non fossero passati tutti questi mesi. Nora apre la porta e lascia entrare Franco.
“Ma… ma! Nora, è un castello questa casa?!”
“Scemo!! è solo libera di scatoloni ora… È una bella casetta no?”
Franco si aggira nell’ampio soggiorno, sfiora con una mano quel divano che li aveva accolti per primo mesi fa, sorride al ricordo di quella notte.
“Già… è proprio carina Nora. E… per la pizza…”, si guardano in silenzio per qualche istante. Nora rompe l’imbarazzo.
“Franco, ho un deja vu, mi è già capitato di vivere una storia con un uomo in procinto di diventare padre. Quella storia mi ha insegnato che è meglio non insistere davanti a certe situazioni, soprattutto con il sesso. Sono molto cambiata da allora. In entrambi i casi ho aspettato pazientemente. In entrambi i casi vi volevo moltissimo nella mia vita ma in modalità diverse. La differenza fondamentale fra lui e te è che lui non è più tornato a cercarmi mentre tu sei qui. E io non ho intenzione di farti più andare via Franco, perché mi piaci troppo e non voglio passare altri mesi a chiedermi che fine hai fatto se stai bene, se stai male, se sei vivo o cosa. Perché mi sei piaciuto da subito, c’è tantissima affinità fra te e me, perché siamo simili e complementari e perché mi fai ridere anche quando sono arrabbiata. Quindi…”
Franco è rimasto col fiato sospeso per tutto il discorso di Nora. Si scuote un attimo inebetito.
“Quindi?”
“Quindi non ti salterò addosso se è questo che temi! E se hai intenzione di farlo tu, sappi che saprò scacciarti!” Nora ride divertita mentre Franco teatralmente tira un sospiro di sollievo.
“Ah peccato… quindi, solo pizza e chiacchiere?”
“Solo pizza e chiacchiere Franco, ti possono bastare?”
“Se mi bastano? Sono tutto quello che volevo Norina”, le risponde Franco avvicinandosi per stringerla a sé.

— FINE (?) —

E alla fine arriva Ste – Cap. 4 (Inverno)

PROSEGUE DAL CAPITOLO 3

Dicembre

Nora è a letto, Simone è appena partito, starà fuori qualche giorno per lavoro prima delle ferie natalizie. Si sente sola nel grande letto disfatto. Accende il cellulare. Legge solo ora la buonanotte di Ste.

Nora: Buongiorno… sei già sveglio?

Dopo pochi istanti vede la doppia spunta di lettura, Ste appare online e poi sparisce di nuovo. Un moto leggero di delusione le attraversa il volto. Ma ecco che torna online.

Ste: sono in giro tes… non posso scrivere. Posso chiamarti? C’è ancora il tuo bel Simone o è già partito?
Nora: sono sola…

Ecco che dopo qualche istante il telefono inizia a squillare, la suoneria di Ste.
“Ciao Ste!” Nora risponde con un grande sorriso.
“Buongiorno tesoro! Che bella voce assonnata…”
“Ahahah! Sì avrei dormito ancora un po’ oggi…”
“Cosa stai facendo? Dai dimmi come sei vestita oggi”
“Sono ancora a letto, non ho voglia di alzarmi… ho ancora mezz’ora prima di arrivare nella zona rossa”
“Zona rossa?”
“Sì, quella che precede il ritardo irrecuperabile.”
“Mah… a volte è difficile capirti, sai? Ma quindi, sei in pigiama? Sotto le coperte? Ancora al calduccio?”
“Mmmhh… sì… e tu? Sei in macchina?”
“Sto arrivando, ho finito il giro, adesso rientro in ufficio, ma sono solo, non ci sono ancora i colleghi…”
“Mmmhhh… bene… Io comincio a togliere il pigiama…”
“Azz… e non hai intenzione di farmi vedere niente?”
Si toglie i pantaloni del pigiama e le mutandine. Scatta una foto agli indumenti e la invia.
“Hey… carine quelle mutandine…”
“Grazie! Ma forse ti piacerà di più la prossima foto”.
Scatta una foto fra le sue gambe. La riguarda prima di inviargliela: la sua figa è socchiusa e madida, lucida, accuratamente rasata, sul monte di venere solo un ordinato triangolino di peluria.
Invia la foto, soddisfatta.
“Cazzo! Vuoi farmi uscire fuori strada! Che foto… meno male sono arrivato. Parcheggio e me la riguardo per bene…. cazzo… è splendida… appetitosa… non sai quanto mi stai facendo tirare il cazzo ora…”
“Eh no, non lo so… sono sempre io che ti mando le foto zozze…”
“Mi becchi sempre… in momenti… sbagliati… piccola… ”
“Che fai?! Cos’è questo fiatone?”
“Sto facendo le… scale… ok… Arrivato! Sono in ufficio… ma tu, che fai? Non starai lasciando quel ben di dio senza attenzioni?”
“Ma no, certo… la sto accarezzando per bene… è molto umida sai? E calda…”
“Mmmhh… quanto darei per accarezzartela… con la lingua…” abbassa la voce, diventa quasi un verso animale. Continua a leggere