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Scoprire il poliamore

poliamore

Negare, anche l’evidenza, negare con tutta la forza possibile, per tranquillizare il tuo compagno, per convicere te stessa che non è e non può essere amore, ma solo il tuo modo di essere, sei una donna esuberante, entusiasta, estroversa e affettuosa. Ma l’amore è una cosa che puoi dare solo al partner di una vita che hai a fianco, non esiste innamorarsi di un altro, di un’altra, di chicchessia. Non è amore, toglitelo dalla testa! Strappatelo via dal cuore! Credimi, non sono innamorata di lui, gli voglio bene ma non è amore, amo solo te, come potrebbe mai essere possibile amare due persone?

Questo è stato circa un anno e mezzo fa. Il mio incontro/scontro con il poliamore, le discussioni infinite per capirsi, i pianti, gli abbracci, i silenzi, la voglia e la paura di scavarsi dentro. Guardandomi ora con occhi diversi, ora che tutto è calmo, ora che nella nostra coppia il poliamore non fa più paura e che anzi è diventata la strada da percorrere, adesso passo in rassegna i miei innamoramenti, sparsi qua e là nella mia vita, embrioni di amore zittiti dal buon senso, dalla morale, dall’adeguarsi alla norma. Boccioli che non sono mai sbocciati. Sorrido, penso alle sliding doors, dove potrei mai essere oggi se avessi dato solo una possibilità ad uno di quei tanti embrioni? Ma quello di un anno e mezzo fa, l’ultimo in ordine temporale, lui mi è rimasto più incastrato nel cuore, incastonato in una piega del mio cuore e di tanto in tanto mi ricorda quanto fa male amare e non poterlo dire.

Compleanni, traguardi e…

hbblog

Con un giorno di ritardo faccio gli auguri al mio blog. Ieri mi è stato segnalato che esattamente un anno fa l’ho generato. Beh il primo compleanno è una tappa importante. Ricordo che il primo mesetto mi servì per sistemare i testi, il template e tutte le varie configurazioni, forse il mio primissimo follower è stato Michele Cogni ma non vorrei sbagliarmi. Tanti altri ne sono arrivati dopo, alcuni silenziosi osservatori altri molto ma molto più ciarlieri (Franco, Ali, Liza, faccio tre nomini proprio a caso eh 😛 ). Beh fra alti, altissimi e bassi, bassissimi, il primo anno lo abbiamo archiviato e devo dire che sono davvero soddisfatta della rete di contatti che si è creata grazie a questo blog di racconti zozzi 🙂

È di qualche giorno fa invece il traguardo che riguarda le visualizzazioni, attendevo quella cifra tonda tonda, 10 mila, ed è arrivata mi sa lunedì, già superata abbondantemente tanto che siamo quasi di mille sopra. Mi fa sempre strano pensare alle persone che passano su questo blog, viandanti del web che entrano, girano fra le pagine, molti guardano solo le foto (lo so che spesso il libro senza immagini spaventa, per quello ne metto sempre tante, va bene anche così, va bene anche se venite solo per le figure 😛 ). In questo ultimo periodo stanno aumentando in maniera esponenziale anche anche i contatti, non so se siete diventati meno timidi oppure una nuova ondata di visitatori più smaliziati mi ha colpita, ma io ne sono felice, lo sapete, sono una chiacchierona (quando sono in buona… quando non lo sono in effetti posso sembrare sordomuta, ma per fortuna non mi capita spesso).

Chiudo con una piccola news, che non è poi tanto nuova ormai. Nora, io, è approdata anche su Facebook. Sì lo so, sono onnipresente come mi dice il mio caro Franco, ovunque vi giriate potete trovarmi! Beh devo dire che non mi ci trovo poi così male, è un bel posticino Facebook e mi ha permesso di trovare altri contatti utili per le mie ultime sperimentazioni. Non so quanto possa essere interessante ma mi trovate con il mio profilo personale qui e invece con la pagina del blog qui. Gli aggiornamenti sono finiti per ora, ho ancora due o tre storielle in lavorazione, non ultima il prosieguo del colpo di scena che vi ho  riservato nell’ultimo racconto di Nora.

Grazie ancora a tutti per esserci, al prossimo compleanno :-*

3 Luglio

Oggi un post dedicato. Canzone banale? Vabbeh, non si può sempre essere originali, no?

For good times and bad times.

Keep smiling! 🙂

 

Di Femdom e di altre novità

La foto qui sopra la scelsi per un mio racconto, On the Road. Il tema era la dominazione al femminile, questa immagine mi parve essere proprio calzante per la scena che avevo cercato di descrivere, per visualizzare il rapporto fra la Mistress e il suo slave. Gli sguardi sono profondamente collegati, si percepisce la sottomissione ma al contempo si avverte la cura e l’attenzione che stanno alla base del rapporto di dominazione; non voglio declassare l’immagine ma vista la situazione (collare e guinzaglio), se al posto dell’uomo ci fosse un cane con la sua padrona, credo vedremmo gli stessi sguardi. Trovo sia un’immagine molto tenera e vi assicuro che non è facile trovare immagini di questo tipo quando ci si appresta a curiosare nel mondo del Femdom.

Le immagini che la fanno da padrona (scusate il gioco di parole…) sono quelle che vedono l’uomo sbeffeggiato, umiliato, deriso all’eccesso. Ho visto diversi video e la scenetta è quasi sempre la solita: una o più donne che si prendono gioco dell’uomo di turno, verbalmente e fisicamente. So benissimo che il più delle volte lo slave interessato adora essere trattato così, ma tutto quanto assume un che di posticcio soprattutto perché il più delle volte le domme coinvolte sono pagate e si percepisce la loro totale assenza di coinvolgimento. C’è da aggiungere che dietro alcune Domme con le quali ho avuto modo di parlare si nascondono purtroppo donne che odiano gli uomini, che li disprezzano profondamente e che colgono l’occasione della dominazione per poter dare sfogo al loro odio, alla loro voglia di rivalsa, alla loro misantropia (ho fatto l’esempio opposto parlando di alcuni Dom/Master con i quali mi è capitato di scambiare due chiacchiere nel mio articolo sul BDSM secondo me).
Ho potuto notare però un piccolo spiraglio: esiste la branca così detta della Gentle FemDom (GFD), ho trovato parecchi blog su Tumblr che ne trattano e ho parlato con alcuni di loro. Sono principalmente persone molto giovani, ventenni o giù di lì, e sopratutto non italiani. Credo sia un fenomeno più americano/anglosassone che si sta facendo strada per differenziarsi dal mondo Femdom più classico. Una dominazione che a tratti è molto romantica e tenera pur mantenendo la fermezza e la rigidità necessaria nei momenti clou. Molta attenzione al sub space e all’aftercare da parte della Mistress e in generale un atteggiamento di cura e connessione fra i due ruoli. Continua a leggere

Tu

Lei ha gli occhi sul monitor, la mente invece vaga. L’atteggiamento a metà tra lo stanco e il critico di chi ne ha già letti tanti, troppi , di racconti.. di chi ha già visto prose eccitanti sbiadire di colpo sotto infelici forme verbali o cadute di stile, di chi ha sentito come unico brivido dopo pagine di lettura il fastidio per un’accento sbagliato (no, non è casuale scritto così) o un genere, anzi gender, non preciso..
Legge. Per metà distratta, lievemente eccitata, in parte annoiata..
Poi qualcosa la blocca. Quella pagina. Quelle parole. Quasi come specchio, oggetto comune a che contiene sempre un’ancestrale magia e un po’ intimorisce. Quasi come il foro della serratura, da cui sbirciare per vedere.. vedersi.
Senza accorgersene e soprattutto senza apparente motivo cambia posizione, allarga appena le gambe e le braccia. Sempre senza sapere perchè, le dita sfiorano appena la sua stessa pelle, oltre i vestiti leggeri e casuali di chi si sta prendendo un po’ di tempo da sola, nell’intima tranquillità di ambienti familiari.
Gli occhi non si staccano, il ritmo della lettura cresce, e domina l’impulso ma solo apparentemente.. “Tocca. Ora”.
Come se l’avesse sentito, come se l’eco brillasse dentro obbedisce, si sfiora, quasi meccanicamente, ma indubbiamente un gesto che non lascia equivoci..
Già sta per fermarsi, ride quasi, pensando che in fondo è una cazzata e neanche scritta bene ma.. why not? Sta al gioco.. “pizzicali. prima uno, poi l’altro..”
La sensazione di indefinitezza, così simile a quella che la prende ogni volta poggia gli occhi sul Tirreno la sorprende, è illogica, irrazionale.. parole casuali scritte da un anonimo, anzi, uno pseudonimo, con cui ha scambiato qualche commento e nulla più..
.. ma intanto la mano è scesa ancora, sfiora, lieve, senza fretta, ma senza smettere del tutto.
Un dolce deliquio prolungato, quasi esitante, accennato..
“Finisce qui. Per stavolta. Ma tu.. TU, lo sai parlo a te.. NON SMETTERE”.

“Il tributo più profondo che una Donna possa dare a un uomo non è concedergli il proprio corpo, ma dedicargli un orgasmo, un istante di abbandono infinito”. D.P.

02/09/2016


Questo pezzo non l’ho scritto io, ma ci tengo che rimanga qui, fra gli scritti del mio blog. È una splendida dedica ad una lettrice di racconti erotici un po’ troppo esigente, fastidiosamente secchiona. Ma la tenerezza che si legge fra le righe è riconciliante, rassicurante.
Anche una fastidiosa secchiona può avere uno sguardo indulgente e sorridente ad osservarla.

DeeDee

Mi ricordo quando pubblicasti questo post, allora non ne capii il motivo ma non chiesi. Ieri rovistando l’ho ritrovato e ha preso sicuramente un altro significato, doloroso e lancinante.

Show must go on. Sei sicuro Dee? No io credo di no, non deve per forza andare avanti, almeno non il mio piccolo show fatto di raccontini e zozzerie e leggerezza. Il mio ridicolo spettacolino si ferma, almeno fin quando il cuore non mi farà un po’ meno male.

Momento romantico <3

Perchè l’amore non è nel cuore, ma è riconoscersi dall’odore.

Oggi ce l’ho in testa. Dedicata al mio amore, fatto di tantissima gioia ma anche di noia :-*