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THE HUNTING PREY

Un venerdì lavorativo fra i più pesanti degli ultimi mesi, lungo, estenuante. Domani è sabato, sveglia puntata alle 10 per quel noiosissimo matrimonio.– Non ho proprio voglia di vedere tutti quei parenti in una volta sola… – Nora cammina lenta e pensa, finché non si ritrova ferma davanti a un bar, indecisa fra il tornare a casa e lasciarsi svenire sul letto oppure entrare in quel bar per scaldarsi e scaricare un po’ la tensione. Osserva l’interno del locale dalla vetrina; fuori fa fresco è tardi, è già buio e lei ha solo voglia di un po’ di calore.
Decide di entrare e si siede in uno sgabello alto, al bancone. Ordina una tequila liscia, incurante dello sguardo del barista.
Si guarda in giro e sbircia dallo specchio davanti a lei i volti e l’aspetto degli astanti.
La colpisce in particolare la presenza di due uomini seduti a un tavolino. Sembrano alti e prestanti, saranno sulla quarantina, ben vestiti, uno dei due porta la barba incolta, entrambi mori.
Li guarda dallo specchio. Uno dei due si accorge del suo sguardo. Dice qualcosa all’amico e ora entrambi la fissano di riflesso dallo specchio.
Si alzano e li vede camminare verso di lei. Nora sente un brivido percorrerle la schiena.
Le si affiancano.
“Buonasera, tutta sola?”
“Buonasera, sì, avevo bisogno di scaldarmi un po’, fa molto umido oggi”
“Vero. Possiamo offrirti un altro giro?”
“Nora, piacere”
“Nora! Bellissimo nome”

Va avanti così per un po’ noiosi convenevoli, si parla del più e del meno, il tipo di conversazione che Nora odia più di tutte.
Cerca di calibrare il tiro per andare dritta a segno, tanto può ben immaginare cosa vogliono da lei e sa benissimo cosa vuole lei da loro.
“Certo che siete proprio carini, gentili e molto simpatici. È bello trovare qualcuno che mi faccia compagnia, oggi ne avevo proprio bisogno”
“Nora, fa piacere a noi farti compagnia”
“Credete sia possibile trovare un posto un po’ più… intimo? Per passare un po’ di tempo noi tre. Per divertirci un po’. Non mi piace fare tanti giri di parole a vuoto ragazzi…”
I due uomini la guardano increduli. Poi si guardano fra di loro.

I tre scendono dall’auto ed entrano in un vecchio portone. Nora è rimasta in silenzio per tutto il tempo del tragitto. Non ricorda più i loro nomi, non li ricorda perché non sono i nomi ad interessarle.
Salgono due piani a piedi. Arrivano all’appartamento. Sono dentro.
Nora entra per ultima e si trova davanti a un grande open space semi vuoto, un alto soffitto, sulla sinistra un cucinino, in fondo, sopra un soppalco, intravede un letto.
Si guarda intorno e in un black out mentale non pensa più, si limita a registrare informazioni.
“Vuoi qualcosa da bere Nora?”
Non capisce, sta registrando le sue sensazioni. Il cuore batte forte. Uno dei due uomini non c’è.
“N-no.. no grazie”
Ecco rientra il secondo uomo. Ha in mano delle grosse cinghie, nere, lucide. Si ferma davanti a lei, a fianco al suo amico.
Ora la fissano entrambi come due lupi che fissano la preda. Nora si sente in trappola e questa sensazione la eccita moltissimo, le sembra quasi di sentire il suo stesso ansimare.
L’uomo con la barba le sorride.
“Stai tranquilla Nora, ci divertiremo un po’” sorride e scopre le zanne, Nora rimane ipnotizzata dal bianco dei suoi denti.
“Si certo, divertiamoci” risponde Nora quasi in trance. Continua a leggere