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Miss Nora – Ricominciamo?

INCOMPIUTO… scritto di getto subito dopo il suo predecessore è stato poi abbandonato dove vedete. Conosco la meta ma non so come arrivarci, per ora. Lo condivido sperando di recuperare un filo da seguire.


[PROSEGUE DA MISS NORA – CHE CAMBIAMENTI]

“Nora, cazzo slegami!” Simone è infuriato, respira affannosamente, si agita e tira. Nora cerca di slegare i nodi ma le mani le tremano e non riesce neanche a parlare. In più l’agitazione di Simone non l’aiuta. Alla fine recupera un po’ di lucidità nonostante la situazione concitata. Si alza dal letto e afferra le forbici di sicurezza, recide la corda e libera Simone. Lui si alza di scatto ed esce dalla stanza come un fulmine.
Nora rimane sola, si siede sconsolata sul letto fissando il pavimento. Simone. Con tutti quelli che potevano capitarle, doveva capitarle proprio lui. E avrebbe dovuto riconoscerlo, il suo fisico, le sue labbra, il suo cazzo! Nella mente le torna vivida l’ultima volta che si sono visti, quel momento orribile è marchiato a fuoco nella sua memoria ma in questo anno era quasi riuscita a scostare lo sguardo da quelle immagini dolorose. Non sa cosa dirgli, non sa che fare, rimane così per un tempo che non riesce a calcolare. In automatico comincia a recuperare le sue cose, lentamente le ripone nella borsa. Non vede l’ora di uscire da questa casa e allo stesso tempo sente di dover dire qualcosa. Ma non riesce a fiatare dallo sgomento che la pervade. Si alza e recupera i suoi vestiti, si infila la gonna tirandosela sui fianchi con aria mesta. Continua a leggere

Pensiero stupendo

– Padrone ho mal di testa 😦
– Ma come?… Prendi qualcosa… allora stasera ti riposi ok?
– Va bene…

Procede con la preparazione della cena, un antidolorifico per scacciare via quella dolorosa tensione che le imprigiona testa e cervicale, il tempo umido degli ultimi giorni non ha giovato. Cerca di rilassarsi sul divano mentre il brasato brontola sommessamente nella pentola.

Gli occhi socchiusi, la stanza in penombra, silenzio in tutta la casa. Il cellulare vibra.

– Amore mio ti devo raccontare una cosa incredibile!!
– Dimmi, che succede?

Con un fitto scambio di messaggi le racconta di aver incontrato una vecchia amica. Fra battute e scherzi viene fuori di improvviso che è una Mistress. Lei sorride allo schermo con vera sorpresa. Ricorda il volto di quella donna, la sua eleganza così naturale. Lui continua a scriverle con trasporto, le dice di essersi aperto con lei, le ha raccontato di loro due e del loro rapporto, lei percepisce la gioia e il sollievo di poter parlare con qualcuno di fidato di una cosa così difficile da esprimere ai più. È una bella sensazione e riesce a provarla di rimando.

Torna a casa, accolto dalle braccia della sua schiava che sta terminando di preparare la tavola.
“Come stai? Perché è apparecchiato solo per me?”
“Sto meglio, ma l’antidolorifico… mi ha fatto passare il mal di testa ma mi ha fatto venire mal di stomaco…”
“Ma, lo hai preso a digiuno??”
“Sì Padrone… ho mangiato una cosina ma non deve essere stato sufficiente… Mi preparo una camomilla”

Dopo cena sul divano, lei da un lato e lui dall’altro, alla tv un programma a caso in sottofondo. Distanti ma solo fisicamente riprendono quella eccitante conversazione. Lei domanda curiosa, vuole dettagli, lui risponde a tutto con frizzante euforia. Si sposta per accoccolarsi sulle gambe di lui, poggia la testa sul suo grembo e abbraccia la sua coscia. Continuano a parlare fitto.

“Padrone…”
“Dimmi”
“Sai che non mi fa più male lo stomaco?”
“Ah sì?”

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La Dea – Alidivelluto+Kinkyora

Le collaborazioni sono sempre molto piacevoli e se a scrivere è Kinkynora, che ringrazio, il risultato è assicurato. Dopo il suo racconto per Gola di velluto abbiamo deciso di riprovarci. Questo è il risultato, frutto della sua capacità narrativa e di un mio disegno. Apre gli occhi e si ritrova in un ambiente sconosciuto, oscuro, sente gli […]

via La dea – in collaborazione con Kinkynora — Ali di Velluto

Beh, quando mi si da il LA con immagini così, la fantasia parte a razzo!

Ringrazio tanto Ali di velluto per avermi offerto questa splendida occasione 🙂

Stanca ma non troppo…

“Daddy oggi la tua piccola è così stanca…”
“Lo so, hai lavorato tanto e hai bisogno di riposo”
Eravamo sul divano, io seduto e lei con la testa poggiata sulle mie gambe, le accarezzavo i capelli per lenire la spossatezza, riusciva a malapena a tenere gli occhi aperti verso la tv.
“Però daddy, io vorrei lo stesso il tuo cazzo in bocca”
“Piccola, sei troppo stanca, meglio se riposi”
“Daddy piano piano? Sto così, col cuscino al posto delle tue gambe e tu mi scopi la bocca? Per favore…”
Me lo chiese in maniera così supplichevole che non potei rifiutarmi.

Le misi due cuscini sotto la testa, tirai fuori il mio cazzo molle e glielo infilai fra le labbra. Lo accolse nella sua bocca calda stuzzicandolo piano con la lingua. Lenti cerchi attorno alla cappella me lo fecero subito indurire. La mia piccola iniziò a mugolare sentendo come reagiva il mio cazzo sotto i colpi abili della sua lingua. Si fermò e tenne la bocca aperta sulla cappella. Capii che era il momento, iniziai piano a scoparla, entravo ed uscivo da quella calda e umida bocca e lei prontamente risucchiava ad ogni movimento facendomi sentire come dentro la sua figa. Gli occhi socchiusi, i mugolii incessanti mi fecero arrivare velocissimo all’orgasmo. Mi fermai più in fondo che potei nella sua gola e scaricai il mio seme. La vidi ingoiare tutto, subito dopo iniziò ripulire il mio cazzo con attenzione.
Sul suo viso l’espressione più pura di felicità.


Nota: questo breve racconto lo scrissi cercando di imitare lo stile del blogger racconti osceni su tumblr. lo riporto qui e vi invito a leggere i suoi piccanti racconti che ora sono anche su wordpress.

Il falò

La sessione d’esami era stata superata da tutti con successo, ora li aspettava finalmente il riposo, il divertimento, l’estate. Per festeggiare degnamente decisero di organizzare un falò sulla spiaggia adiacente alla villetta di Claudia. Come d’abitudine ognuno avrebbe portato qualcosa: chi le birre, chi delle salsicce, chi dolci vari. La legna fu gentilmente offerta dalla riserva dei genitori di Claudia.
Nora arrivò nel tardo pomeriggio, insieme ad Anna. Trovarono ad aspettarle Claudia e Domenico, per tutti Dodo. Erano là già dalla sera precedente visto che avevano entrambi la villetta. Dodo si slanciò su Anna con un saluto molto affettuoso, li univa una conoscenza che risaliva alle elementari. Si presentò invece con molta formalità a Nora, era la prima volta che si incontravano, si erano visti solo di sfuggita in università e a qualche festa. Nora trovò che fosse un po’ eccessivo il suo porsi in maniera così affettata ma in fondo le sembrava un ragazzo simpatico. Occhi azzurrissimi, capelli biondi e fini tenuti un po’ lunghi sulla nuca, più basso di lei e corporatura massiccia. A volte i suoi occhi azzurri, nel bel mezzo di una conversazione, assumevano un’espressione spiritata e la cosa turbava non poco Nora ogni volta che capitava. Col tempo imparò a capire che quello sguardo poteva avere diversi significati, a volte sorpresa, altre volte gioia.
Dopo qualche ora, quando ormai il sole stava calando, arrivò il resto della comitiva. Una decina in tutto, molti più maschi che femmine. Nora si sentiva molto a suo agio fra i ragazzi e tutti avevano nei suoi confronti un trattamento che non riservavano alle altre ragazze, la consideravano quasi un maschio.

La serata ormai stava prendendo quota, le birre e gli alcolici iniziarono a girare e a scaldare gli animi, qualcuno era già sparito, in luoghi appartati lontano dalla luce del falò e dalla vista degli altri. Nora stava trasportando due grossi ceppi per alimentare il fuoco quando fu fermata da Dodo.
“Ma non ti ha detto mai nessuno che assomigli a Mary Elizabeth Mastrantonio?” Nora lo guardò per un istante, fissò quei suoi occhi allucinati e poi scoppiò a ridere.
“No! Sinceramente sei il primo che me lo dice!”
“Ma la conosci sì? Un’attrice molto bella, americana…”
“Sì sì, ce l’ho presente, ho visto alcuni suoi film… e proprio per questo mi viene da ridere. Non mi sembra davvero di assomigliarle…” Nora lo guardò sorridente e Dodo, sentendosi in imbarazzo, cercò di smorzare i toni ridacchiando di rimando.
“Sì, beh, giusto l’aria così… non so, ma quando ti ho visto la prima volta in facoltà me l’hai subito ricordata. Boh… forse alla fine non le somigli tanto… non so… Senti, ti va di entrare in casa? Qua fuori comincia a fare così umido” quest’ultima frase la disse con tono un po’ cantilenante, Nora sentì una strana sensazione ma accettò di accompagnarlo dentro casa. Si portarono dietro una bottiglia di birra a testa.

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Racconti erotici cercansi!

ves

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