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La sua puttanella

Ci tengo a ringraziare l’utente tumblr http://justanothertart.tumblr.com per avermi concesso l’uso della sua splendida immagine per abbellire il racconto.

Questo racconto mi è stato consegnato direttamente dalle parole del protagonista. Lo ringrazio per avermi permesso di personalizzarlo secondo il mio stile e spero di aver reso giustizia alla sua esperienza. Vi ricordo che potete inviarmi le vostre esperienze o fantasie tramite il modulo che trovate nella scheda “Vuoi Contattarmi?”


Filippo è in sala relax, aspetta paziente che la macchinetta rilasci il suo caffè ristretto. Lo sguardo perso, la mente vaga e torna agli avvenimenti della scorsa notte. Non riesce ancora a capacitarsi di quanto sia successo, rivede le immagini passargli davanti agli occhi, i gemiti, i suoi stessi gemiti, le sensazioni così contrastanti e quella voglia di andare sempre più a fondo, di lasciarsi andare completamente.
“Beh… il caffè lo devi bere o lo vuoi solo ammirare?”
Una voce maschile lo riporta alla realtà. Afferra il bicchierino e fa una smorfia al collega. Si siede sulla sedia che dà proprio sulla porta aperta. Giusto il tempo di soffiare sul caffè ed ecco che da lontano sente arrivare un passo femminile, tacchi rumorosi con cadenza costante e sicura. Il cuore comincia a battergli forte nel petto. È lei. Entra dalla porta, uno sguardo fugace ai pochi presenti e poi punta i suoi occhi scuri su di lui, lui che non può fare a meno di rizzarsi sulla sedia come uno scolaretto all’ingresso del preside in classe. Un sorriso beffardo sulle labbra di lei, lo lascia deglutire, lo scruta mentre comincia a contorcersi dall’imbarazzo.
“Buongiorno Filippo, come stai?”

L’appuntamento era per le 20, a casa di Federica. Il marito non sarebbe stato in casa e lei gli aveva chiesto un po’ di compagnia, magari una pizza insieme. Sapeva che non avrebbe rifiutato, avevano avuto qualche avventura, tutte consumate in auto quando lui si offriva di accompagnarla a casa dal lavoro. Niente di speciale, uno o due pompini, solo una volta lei gli fece annusare la sua figa, in macchina e sotto casa di lei non era il posto migliore per mettersi comodi davanti a occhi indiscreti.
Era particolarmente eccitato dalla possibilità di stare da solo con lei a casa sua, forse sarebbe riuscito ad ottenere un po’ di intimità, finalmente dopo tanti incontri così fugaci e superficiali.
Lei lo accoglie sorridente sull’uscio, gli scuri capelli fluenti le si appoggiano morbidamente sulle spalle nude, un leggero vestito con spalline sottili. Lui rimane quasi senza fiato nel vederla.
“Dai su entra, ho già ordinato le pizze, staranno per arrivare, mi hanno detto che la consegna sarebbe stata per le 20.15, intanto beviamo qualcosa di fresco, seguimi in cucina”.
“Sì grazie… in effetti fa molto caldo fuori”. Sente delle gocce di sudore rigargli la fronte, il cuore galoppa nel petto, sente la faccia in fiamme. La segue docile fissando come un cagnolino quei fianchi ondeggianti che lo guidano verso la cucina. Solo una volta arrivato si rende conto di stringere ancora fra le mani un mazzo di rose che voleva darle appena arrivato.
“Ah, queste sono per te”. Gliele porge in una maniera goffissima.
“Ma certo che sono per me, l’ho capito scemo, adesso cerco un vaso dove metterle. Cosa vuoi bere? Un po’ di vino? Della birra?”
“N-no… sono astemio non bevo, mi basta dell’acqua”.
“Ahahah, dovevo immaginarlo, certo, astemio”. La sua risata lo colpisce al basso ventre, come uno stiletto. Quel tono canzonatorio lo mette a disagio più per la strana eccitazione che gli suscita che per l’essere costantemente messo in ridicolo.
Gli porge il bicchiere di acqua fresca avvicinandosi fin troppo. Lo guarda fisso negli occhi.
“Non avevo mai notato che avessi degli occhi di un verde così scuro, sono belli, e che belle ciglia. Chissà come staresti con un po’ di mascara?”
La frase lo fa irrigidire, ma averla così vicina  al suo viso aumenta a dismisura l’emozione. Allunga una mano verso di lei per cingerle la vita quando suonano alla porta.
“Ah, deve essere il ragazzo con le pizze, vai tu a pagare vero?”
“Certo…”. Si precipita alla porta con il portafogli in mano.

Le pizze finiscono in men che non si dica, fra poche chiacchiere e un po’ di imbarazzo da parte di Filippo che sente gli occhi di Federica scrutarlo costantemente come a volerlo frugare nell’intimo.
“Dai, sediamoci sul divano” Si alzano dalle sedie e si accomodano sul divano, Filippo sempre un po’ rigido e impacciato. Prova ad avvicinarsi un po’ a lei, ma Federica si scosta per recuperare il cellulare, si allontana da lui e gli scatta una foto all’improvviso.
“Ma… perché mi hai fatto una foto?”
“Sei carino con quel faccino imbambolato, volevo fartela e l’ho fatta!” Risponde distrattamente digitando veloce sulla tastiera, senza guardarlo. Finisce di scrivere e solleva lo sguardo, lo fissa con determinazione.
“Ho voglia di vestirti da donna. Proviamo?” Continua a leggere

La caletta fra gli scogli

caletta

Decidesti, non senza pentirtene quasi subito, di fare una nuotata al largo. Sentisti il bisogno impellente di allontanarti dal caos della spiaggia e dal chiacchiericcio incessante dei tuoi parenti. Già dopo le prime bracciate ti trovasti però in affanno e provasti a cambiare stile, il dorso ti sembrò la soluzione migliore per disperdere poche energie. Ti trovasti ad aggirare la punta formata da grossi scogli arrivando ad una piccola caletta completamente circondata da enormi pietre piatte e grigie. Ti rigirasti per controllare la piccola spiaggia e per avvicinarti piano, nuotando al meglio per raggiungerla senza troppo affanno.
Arrivasti vicino a un grosso gruppo di scogli, ti si aprì davanti la vista sulla piccola caletta sabbiosa. Vedesti sulla spiaggia due figure femminili, stese su un grande telo, avvinghiate.
La lunga nuotata non prevista ti aveva sfiancata, sentivi i muscoli tesi e doloranti e l’affanno ti faceva girare la testa. Continuasti ad avvicinarti lentamente agli scogli per dare una sosta al tuo corpo. Ma ecco che improvviso un crampo si impossessò del tuo polpaccio destro. Il dolore lancinante ti colse impreparata, cominciasti a nuotare in maniera scomposta, agitando parecchia acqua e creando molta schiuma. Sentisti le forze venirti meno sotto la tensione del dolore assordante del crampo. Vedesti gli scogli a pochi metri da te ma non riuscisti a racimolare la lucidità necessaria per raggiungerli. Sentisti le forze abbandonarti, il dolore e la tensione innaturale del crampo ti fecero assumere una posizione contratta e non utile al nuoto, cominciasti a bere acqua salmastra. Il cuore raggiunse una frequenza elevata mentre la vista venne meno.
Sentisti una presa attorno alla vita, venisti messa in posizione supina sull’acqua e ti sentisti tirare saldamente verso riva. Ti lasciasti trasportare, il cuore in gola per l’angoscia, il dolore sordo al polpaccio. Ma ti sentisti in salvo.
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Ascolta la mia voce

ascolta

“Adesso lasciati andare, molla ogni freno, fatti trasportare dall’orgasmo… così… brava…bravissima…”. La donna si lascia travolgere dagli spasmi dell’orgasmo, tutto il suo corpo si irrigidisce, freme e trema in preda ai brividi. Un sommesso e lungo gemito esce dalle sue labbra, il corpo piano piano si ammorbidisce sotto le spinte dell’uomo che la sta possedendo e che viene dentro di lei dopo qualche istante.
Si alza, si allontana dal letto ed esce dalla stanza lasciandoli soli.
Accende lo smartphone per verificare i nuovi messaggi. Preferisce sempre tenerlo completamente spento, non deve avere nessun tipo di distrazioni durante le sessioni. Ci sono dei messaggi da parte dell’ultima coppia contattata, sono ancora in fase conoscitiva ma già a un buon punto, forse riusciranno a risolvere a breve. Sfoglia velocemente le foto ricevute, rapidi sguardi per memorizzare quel corpo di donna.
Si avvia verso la sua auto. Anche per oggi si può ritenere soddisfatto. Appena sale in macchina arrivano i messaggi della coppia appena lasciata.
“Grazie… è stato davvero speciale e indimenticabile, non credo di essere mai riuscita a raggiungere un livello così alto di eccitazione. Grazie davvero”.
Lancia il cellulare sul sedile del passeggero e mette in moto. Lo sguardo perso fra le luci del traffico, la mente già proiettata al prossimo incontro, alla prossima coppia. Ripensa alle foto ricevute, lei non sembra esattamente il suo tipo. Sa di non avere “un tipo” ma la donna in questione è parecchio esile, molto segnata in viso, il costato in evidenza e il seno troppo piccolo e vuoto. Ha una bella figa però, labbra morbide e rigonfie, stonano quasi su quel corpo così magro, sono una piacevole sorpresa per lo sguardo. Le grandi labbra riescono a coprire per bene la figa, appare solo una lunga e rosea ferita, depilata con cura e umida.
Il marito potrebbe essere un ostacolo, dalle conversazioni intercorse non è sembrato particolarmente favorevole e ha posto molte domande cariche di dubbi e sarcasmo. Ma lo sa, riuscirà a convincerlo, ne sono capitati altri con lo stesso atteggiamento, si sono tutti dovuti ricredere. D’altronde se arrivano a contattare lui, vuol dire che qualcosa che non funziona nel rapporto c’è e lui ormai sa come farla funzionare, è un esperto in questo e si è costruito senza sforzi una discreta fama. Continua a leggere

Punti di vista

Lei: “Benvenuto, prego si accomodi… io e mio marito abbiamo già ordinato, vuole qualcosa anche lei?”
L’altro: “No grazie, va benissimo così… non ho molto tempo da dedicarvi, purtroppo. Abbiamo pochi minuti per accordarci e per le vostre eventuali domande”
Lui: “Come mai? Ci aveva dato disponibilità per almeno una mezz’ora, ha detto proprio mezz’ora nella mail, giusto cara?”
Lei: “Ehm… sì ma, evidentemente… ”
L’altro: “Ho avuto un’emergenza, nel mio lavoro capita di essere contattati anche all’ultimo momento e, scusatemi, ma gli affari sono affari… tra l’altro l’emergenza viene pagata molto di più, quindi capirete che non posso ignorarla”
Lui: “Capisco… certo”
Lei: “Bene, allora veniamo subito al dunque, ok? Non le facciamo perdere troppo tempo”
L’altro: “Certamente, come vi ho detto non siete la prima coppia che mi contatta, ho già esperienza in questo campo, dovete solo farmi capire cosa devo fare, io sono disponibile a rapporto etero o omosessuale, attivo o passivo…”
Lui: “No no… fermo… assolutamente, niente omosessuale, non è quello che ci interessa…”
Lei: “No, omo… no no…”
L’altro: “Va benissimo, adesso stabiliamo per bene, io chiaramente devo offrirvi tutto il listino, poi sta a voi scegliere. Ditemi, cosa vi interessa esattamente?”
Lei: “Ecco… noi siamo interessati a un… un rapporto…”
Lui: “Io voglio scopare mia moglie con un altro uomo, tutto qua, molto semplice”
Lei: “Ecco… sì… ”
L’altro: “Perfetto, niente di più semplice insomma, il pacchetto standard. Avete preferenze per la modalità? Ho libertà di accesso a tutti gli ingressi?”
Lei: “Oh… in che senso?”
L’altro: “Ho delle limitazioni? Nel senso, rapporto anale: sì, no. Pompino completo con ingoio: sì, no. Facial: sì, no. Sono cose che dobbiamo stabilire prima per non incorrere in momenti di stallo o imbarazzo durante il rapporto”
Lui: “Certo, mi sembra corretto. Non ci sono limitazioni di accesso, mia moglie può essere presa ovunque, in qualunque modo… solo, ecco…”
L’altro: “Mi dica, dica pure, non tema di fare domande, meglio farle ora…”
Lui: “Certo. Io preferirei non la baciasse, questo ecco, preferirei di no… se per lei va bene”
L’altro: “Va benissimo, basta saperlo, vede? Per quanto riguarda invece le sculacciate? Morsi leggeri? Uso di attrezzatura bondage?”
Lei: “No no… quella roba no… per carità, ma ecco, le sculacciate, piano, sì… credo di sì”
L’altro: “Bene, insomma, un po’ di pepe ma senza scadere nel sadomaso. Credo di aver capito. Beh, se non avete altri dubbi o domande…”
Lui: “Mah… credo di no. Cara, tu?”
Lei: “No… Mi sembra di no… ”
L’altro: “Bene, allora possiamo fissare un giorno? Mi avevate detto che siete disponibili la settimana del 30, giusto? Io in quella settimana, fatemi vedere… sì, ho liberi il 31 e il 3, sì, ho tutte e due le serate libere. Quindi ditemi voi”
Lei: “Mmm… forse meglio il 3, è venerdì…”
Lui: “Sì, meglio, molto meglio. Ah ecco, dimenticavo di chiederle se, ecco, se possiamo filmare il tutto…”
L’altro: ”Certo… si può fare però il filmato prevede un sovrapprezzo. Sarebbe il 25% in più, ma visto che siete amici di Carlotta possiamo fare il 20%”
Lui: “Va bene…”
L’altro: “Beh allora se è tutto, io ora devo proprio scappare. Aspetto il bonifico dell’anticipo e poi il saldo dopo la prestazione. Per qualunque altro dubbio, avete la mia mail, scrivetemi pure”
Lei “Grazie, allora a venerdì 3… arrivederci”
Lui: “Arrivederci…” Continua a leggere