Scrivere l’erotico

Di recente mi è stato suggerito un articolo interessante che tratta del fenomeno dell’erotismo scritto. In fin dei conti sembra che la qualità dello scritto possa anche passare in secondo piano perché l’erotico in un modo o nell’altro vende sempre e comunque. Certo da lettori con un minimo di capacità critica ci si rende conto quando ci si trova davanti al famoso svuotapalle o quando invece si riesce a leggere un pezzo scritto con cura e attenzione.

Da questo articolo ho recuperato il titolo di un libro che ho intenzione di leggere, La casa dei buchi, potrebbe essere molto interessante come lettura.

Ho riflettuto e ho cercato di elencare cosa mi piace trovare in un racconto erotico. Sono una lettrice poco viziata, mi bastano pochi ingredienti fondamentali: forma corretta e curata, un po’ di contorno (nel senso di ambientazione), pochi voli pindarici. Gli ultimi davvero, devono essere limitati al minimo. Perché lo so, scrivere l’erotico, soprattutto se spinto, necessita dell’utilizzo di termini davvero forti. Vanno usati, poche storie. Mi annoiano quegli autori che creano dei panegirici infiniti per evitare di dire cazzo o figa o per descrivere un rapporto anale. Solo pochissimi sono davvero tanto bravi da non rendere la cosa più che ridicola, credetemi, sono davvero pochissimi.
La ripetizione infinita di cazzo nel testo sicuramente non è, di contro, molto piacevole, ma ecco, usato con misura io non lo trovo poi così volgare, siamo comunque in un testo erotico e, scusate il gioco di parole, è proprio il luogo giusto per dare pene al pene. Ci sono poi quelli che vogliono a tutti i costi spiegare l’emozione dei protagonisti in maniera maniacale, lo trovo un esercizio fine a sé stesso e non aiuta affatto l’eccitazione; credo che le sensazioni vadano abbozzate, suggerite appena al lettore, non si può scendere nel dettaglio, diventa una autopsia di una scena di sesso e si perde davvero il momento erotico. La lettura è qualcosa di molto personale, a maggior ragione negli scritti di natura erotica quello che eccita me può essere poco interessanti per altri, inutile provare a confezionare il pezzo erotico che vada bene a tutti, sempre meglio esprimere il proprio punto di vista le proprie fantasie e voglie con onestà e semplicità, è il modo migliore per comunicare.

Non volevo fare la professorina, sia ben chiaro, è solo una mia piccola riflessione sul tema che può lasciare il tempo che trova oppure può aprire una discussione, chè lo sapete che mi piace tanto chiacchierare 🙂

Qui il link diretto all’articolo:

http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/come-si-scrive-buona-scena-sesso-libri-proibiti-ieri-90136.htm

 

22 pensieri su “Scrivere l’erotico

  1. Adriano

    Come ogni cosa bisogna saperla scrivere bene altrimenti si rischia un effetto noioso o peggio comico. Certo, la letteratura e i racconti erotici sono per forza diversi da tutti gli altri per la tematica trattata ma non per questo devono assomigliare a un film porno di serie infima.

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    1. kinkynora Autore articolo

      Concordo, anche se io non sono così negativa verso il porno. Di solito si tende a distinguere qualitativamente il porno dall’erotico, io invece apprezzo entrambi. Il porno è triviale e molto istintivo a volte può sembrare semplice esercizio fisico ma io riesco ad eccitarmi anche con quelli infimi, dipende sempre da un gusto personale. E anche a ben guardare, molti dei miei scritti sconfinano decisamente verso il porno, considerando che molti puristi definiscono la scrittura erotica come poco esplicita, velata sensualità… ecco non i miei scritti appunto 😀

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      1. Adriano

        😀 beh sul porno manco io ho da dire niente, diciamo che anche se fatto o descritto come “esercizio fisico” ci vuole sempre quel qualcosina di fondo di passione, anche quando si tratta di sesso selvaggio, altrimenti pare di assistere a un documentario di Piero Angelo sull’accoppiamento dei leoni nella foresta 😂

        A me piace come scrivi, sinceramente 🙂

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      2. kinkynora Autore articolo

        Grazie per l’apprezzamento Adriano, fa sempre piacere…
        Cazzarola avessi detto Alberto Angela la ola di ormoni sarebbe stata assicurata, ma non nego che anche Piero mi intriga un pochino, da buona sapiosexual latente 😛

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  2. alidivelluto

    Sono pienamente d’accordo. Espressioni del tipo… “Assaporo il miele della tua rosa” fanno accapponare la pelle! Così come pure le descrizioni troppo dettagliate, ma davvero è importante il colore dei bottoni della camicetta di lei? 🙂

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  3. Sbronzolo

    Ho scribacchiato qualcosa anche io…quel che mi è sempre piaciuto – oltre l’ovvio e condiviso pene al pene – è cercare di coinvolgere tutti i sensi. Un rumore, un odore, un contatto…non, come leggo spesso, la cronaca di più o meno agili movimenti e posizioni. Cercare, nel racconto, di restare attaccati alla narrazione come un flebile filo di razionalità che “guarda, ascolta e…assapora” l’eccitazione della storia. Sempre scritto ciò che eccitava o eccita me…perché altrimenti, che senso ha?

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  4. mollymelone17

    il porno se non è scritto bene ha lo stesso effetto della carta vetrata sulla pelle: invece di eccitare irrita. Poi ognuno ha gusti propri sull’uso di più o meno termini espliciti, ma credo anch’io non si possano evitare

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  5. andream2016

    Posso farti una domanda? Secondo te cosa distingue il racconto erotico da quello pornografico? Ha senso fare una distinzione? Secondo me no. Molti dicono che la risposta è semplice, ovvero che il porno è volgare e l’eros no. Ma anche qui andiamo sul soggettivo, ciò che è volgare per qualcuno è normale per un altro. Non sono un frequentatore dei racconti/romanzi porno-erotici (così come non frequento la poesia, la lirica, la chimica … questione di affinità) ma per l’illustrazione/pittura/fotografia ho una discreta competenza come fruitore. Beh, nel campo visivo non riesco a distinguere tra porno ed eros. Faccio sempre l’esempio di quel grande pittore che fu Egon Schiele. C’è chi lo definì pittore pornografico, altri pittore erotico, per me è sic et simpliciter un PITTORE.
    PS esiste comunque una definizione oggettiva di porno per distinguerlo dall’eros, è porno se e solo se vengono rappresentati/descritti esplicitamente gli atti sessuali … beh, mi sembra solo una definizione che serve ai pruriginosi fruitori.

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    1. kinkynora Autore articolo

      Bello spunto Andrea. In effetti l’erotico, trasversalmente, dovrebbe essere il porno edulcorato, sesso”censurato”, non esplicito. Io penso ai film erotici di un tempo, si distinguevano dai porno perché pur avendo magari argomenti molto spinti e intricati non arrivavano mai a mostrare i genitali o atti sessuali completi.
      Evoluzione dei nostri giorni rende tutto molto più sfumato, Nymphomaniac ne è un’esempio, non credo si possa definirlo porno per quanto i genitali siano ben visibili così come gli atti sessuali. Ma c’è anche da pensare alle epoche e all’evolversi dei costumi. L’amante di Lady Chatterly per dirne uno fra i tanti libri che vennero messi al bando, oggi probabilmente farebbe ridere molte ragazzine delle medie.
      Personalmente penso che, almeno sullo scritto la distinzione netta fra porno e erotico sia ormai superata. Ci sono ancora quelli che si ostinano a definire erotici racconti che in realtà sono sentimentali/sensuali ma che di erotico a mio avviso non hanno molto.
      E comunque dalla tua definizione sì, sono un’autrice di porno… devo cambiarmi il titolo del blog, Nora’s Pornos 😀

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  6. il Daddy

    questa discussione mi riporta indietro di molti anni, a quando, di nascosto dai miei genitori, a malapena adolescente, mi alzai di notte per sbirciare la tv, e su un canale regionale vidi un filmino, già iniziato tra l’altro, che poi, molti anni dopo, riuscii a ritrovare per puro caso… si parlava di una serra, e delle avventure della camerierina, inconsciamente sexy, e molto consciamente desiderosa, che si trovava a spiare il ragazzo che impasta il pane e sogna ad occhi aperti di essere lei la pasta e lui a massaggiare ogni centimetro di lei, beh senza far tutta la radiocronaca della pellicola, il climax del tutto avviene quando la ragazza ed il suddetto garzone si incontrano di nascosto, di notte, nella serra della famiglia dove la giovane lavorava, dando seguito ad un gioco inseguimento mezzi nudi, dove lei sfugge e lui insegue, cade, lei si ferma e si volta, scosta quel poco di vesti che le sono rimaste, si mostra, gioca con lui, per poi, alla fine lasciarsi catturare, e quel che succede dopo…. beh non credo serva molta fantasia…. ebbene, tecnicamente parlando quello dal punto di vista nozionistico odierno si poteva classificare come erotico, in fondo tranne un paio di chiappe ed un seno qui e là non s’è visto molto di più… molto s’è intuito, eppure su un ragazzo di forse tredici anni ebbe un effetto alquanto adrenalinico… dove voglio andare a parare con tutto questo? forse solo nel dire che quel che piace piace, quel che eccita eccita, e che le etichette servono solo a distinguere barattoli di pomodori da barattoli di (ghghgh) piselli…

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  7. Baylee

    Quando leggo una scena di sesso, mi piace vederci le persone: come nella descrizione di una qualunque altra attività, credo debba uscire il carattere dei personaggi coinvolti. Altrimenti diventa tutto meccanico e noioso: a volte mi è capitato di pensare che leggere quella scena o un manuale di anatomia dedicato all’apparato riproduttore fosse più o meno la stessa cosa… Poi, be’, sul coinvolgimento, sono asessuale, quindi non faccio testo (e suppongo di dover confessare che scene troppo lunghe spesso mi annoiano anche se scritte bene! :D).

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