Pensiero stupendo

– Padrone ho mal di testa 😦
– Ma come?… Prendi qualcosa… allora stasera ti riposi ok?
– Va bene…

Procede con la preparazione della cena, un antidolorifico per scacciare via quella dolorosa tensione che le imprigiona testa e cervicale, il tempo umido degli ultimi giorni non ha giovato. Cerca di rilassarsi sul divano mentre il brasato brontola sommessamente nella pentola.

Gli occhi socchiusi, la stanza in penombra, silenzio in tutta la casa. Il cellulare vibra.

– Amore mio ti devo raccontare una cosa incredibile!!
– Dimmi, che succede?

Con un fitto scambio di messaggi le racconta di aver incontrato una vecchia amica. Fra battute e scherzi viene fuori di improvviso che è una Mistress. Lei sorride allo schermo con vera sorpresa. Ricorda il volto di quella donna, la sua eleganza così naturale. Lui continua a scriverle con trasporto, le dice di essersi aperto con lei, le ha raccontato di loro due e del loro rapporto, lei percepisce la gioia e il sollievo di poter parlare con qualcuno di fidato di una cosa così difficile da esprimere ai più. È una bella sensazione e riesce a provarla di rimando.

Torna a casa, accolto dalle braccia della sua schiava che sta terminando di preparare la tavola.
“Come stai? Perché è apparecchiato solo per me?”
“Sto meglio, ma l’antidolorifico… mi ha fatto passare il mal di testa ma mi ha fatto venire mal di stomaco…”
“Ma, lo hai preso a digiuno??”
“Sì Padrone… ho mangiato una cosina ma non deve essere stato sufficiente… Mi preparo una camomilla”

Dopo cena sul divano, lei da un lato e lui dall’altro, alla tv un programma a caso in sottofondo. Distanti ma solo fisicamente riprendono quella eccitante conversazione. Lei domanda curiosa, vuole dettagli, lui risponde a tutto con frizzante euforia. Si sposta per accoccolarsi sulle gambe di lui, poggia la testa sul suo grembo e abbraccia la sua coscia. Continuano a parlare fitto.

“Padrone…”
“Dimmi”
“Sai che non mi fa più male lo stomaco?”
“Ah sì?”

Senza aggiungere una parola, abbassa la zip dei pantaloni e tira fuori il suo cazzo. Lei lo accoglie subito in bocca. Lo sente crescere piano e inturgidirsi fra le sue labbra, succhia con forza crescente, stuzzica il glande non ancora al massimo della sua dimensione. Si sistema meglio per farlo scivolare dentro la sua bocca, fino in fondo, arriva con le labbra a toccare il suo pube, tira fuori la lingua e lo lecca lascivamente. Le piace questa mossa, la vide tempo fa in immagini e video, fino a qualche tempo fa non riusciva proprio, ma esercizio, costanza e dedizione l’hanno portata al successo. E non c’è soddisfazione maggiore del sentire il suo Padrone mugolare di piacere. Ormai il suo cazzo è turgido, non riesce a tenerlo tutto in bocca, anche spingendo lo sente forzare nel palato molle con colpi crescenti, lei lo lascia fare, si lascia scopare docilmente mentre la saliva scivola fuori dalle sue labbra. Il ritmo aumenta, le tiene la testa e la scopa con foga, lei si tiene forte alle sue cosce, sente la figa reagire, si sente calda e umida, l’essere usata la eccita all’istante. Ansima, si contorce come può, allunga una mano verso il suo pube, lui la colpisce con uno schiaffo rumoroso.
“Non ti ho dato il permesso!”, le sibila con rabbia.
Lei non riesce più a trattenersi, urla con il cazzo in bocca che continua a pomparla. Cerca di parlare. Lui le libera la bocca solo per farle dire quello che deve dirgli quando ha un orgasmo.
“Sono… una cagna…”. In un sospiro riesce a dirglielo, boccheggiante, gli occhi chiusi, l’estasi dipinta sul volto. Lui la bacia con impeto, si alza e la riversa sul divano a pancia sotto, le tira su il bacino, abbassa in un gesto pantaloni e mutande, in una oscena esposizione dei suoi buchi. Infila subito il suo cazzo nella figa umida e aperta. La scopa con foga, tutto il suo corpo le pesa addosso, la possiede senza nessun convenevole, sesso animale. La tira a sé afferrandole le spalle, affonda dentro con violenza. Lei gode cercando di non fiatare, lo sa che la vuole zitta, ma il piacere è troppo e inizia a mugolare.
“Cosa vorresti fare con la mia amica Mistress… dai dimmelo porca…”, le ringhia le parole nell’orecchio, la sua voce la fa eccitare di più.
“Mi farei scopare… mi farei dominare…”, risponde con un filo di voce.
“Come? Eh? Come ti faresti scopare, troia?”, aumenta il ritmo, alza leggermente il tono.
“Come vuole lei… come vuole lei, Padrone… oh… Padrone, sono una cagna…”
“Cazzo, sei venuta di nuovo, sei una cagna, la mia…”, spinge forte dentro di lei, tre spinte profonde e dolorose, un rantolo animale e si svuota dentro la sua figa.

“Domani devi chiamarla, ti do il numero”, glielo dice a bruciapelo mentre si rivestono. Lei seduta sul divano alza il viso, lo fissa con sguardo intimorito, le guance avvampano in un attimo, un sorriso indeciso sulle labbra. Lui le rivolge uno sguardo di traverso, un sorriso sadico arcua le sue labbra. Si avvicina, le prende il mento e la guarda negli occhi.
“Pensavi stessi solo scherzando? Questa cosa si fa… la chiami e ci parli e poi vedremo il da farsi, va bene?”
“Sì Padrone…”

-CONTINUA (?)-

 

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